sabato 14 ottobre 2017

"CASO" i 100 anni di Fatima e l'Annuncio di Trump?




Sebirblu, 14 ottobre 2017

Raramente, come i miei Lettori sanno, mi occupo di politica, ma la notizia che proprio ieri 13 ottobre 2017 ‒ giorno di chiusura del centenario delle apparizioni di Fatima ‒ il presidente americano abbia dichiarato ufficialmente di voler cancellare l'accordo sul nucleare con l'Iran, stipulato nel 2015 da Obama, mi ha indotto a pensare che non si tratti per nulla di una "coincidenza", ma una risposta rabbiosa del Maligno ed un'accelerata ai tempi finali.

I cento anni a sua disposizione (ved. QUI) sembrano infatti pressoché terminati, in concomitanza con quelli di Maria, e non vorrei che l'annuncio diffuso da Trump possa essere l'inizio di un ultimo micidiale "colpo di coda" per scatenare l'inferno sulla Terra. 

Ecco perciò un interessante articolo chiarificatore (un altro QUI, con video), appena pubblicato dal giornalista indipendente Stefano Graziosi, collaboratore di diverse testate ed esperto di affari internazionali,  soprattutto USA.


Donald Trump e il leader dell'Iran Hassan Rouhani

L'IRAN DELL'ERA TRUMP, A METÀ STRADA TRA MOSCA E PYONGYANG

"Donald Trump ha rifiutato ieri di certificare l'accordo sul nucleare con l'Iran, minacciando di stracciarlo del tutto, qualora non si vieti a Teheran di costruire armi nucleari o missili intercontinentali.

In base al trattato, il presidente statunitense deve infatti dare la propria certificazione all'intesa ogni trimestre, per verificare che i termini dell'accordo siano rigorosamente rispettati. Dopo aver dato il benestare per due volte negli ultimi mesi, Trump ha deciso per un passo indietro.

Una scelta non propriamente inattesa, dal momento che – alcune settimane fa – l'ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite, Nikki Haley, aveva usato parole molto dure verso la politica nucleare iraniana, lasciando intendere che il magnate fosse intenzionato a sospendere l'intesa con Teheran.

Siglato alla fine del 2015 da Barack Obama, il trattato prevedeva di stemperare le tensioni che dividevano da decenni le due nazioni.

Se ai tempi dello Scià, Teheran rappresentava un alleato importantissimo di Washington in Medio Oriente, l'ascesa al potere dell'ayatollah Khomeini nel 1979 cambiò drasticamente le cose.

L'allora presidente americano, Jimmy Carter, credette inizialmente di poter portare i rivoluzionari iraniani dalla propria parte, visto il loro radicale anticomunismo.

Un calcolo che si sarebbe rivelato assolutamente fallimentare: Khomeini bollò lo Zio Sam di essere il "Grande Satana", interruppe le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e prese in ostaggio il personale dell'ambasciata americana a Teheran.


Ruhollah Khomeyni e Jimmy Carter

Uno smacco pesantissimo per Carter, il quale – anche per questo – si vide sconfitto alle presidenziali del 1980 dal candidato repubblicano, Ronald Reagan. E proprio con Reagan i rapporti tra le due potenze continuarono a peggiorare.

Per quanto, nonostante la retorica ostile usata da entrambe le parti, i due nemici pare commerciassero allegramente armi sottobanco.

In barba alle decisioni del Congresso (che aveva comminato un embargo a Teheran), pezzi importanti dell'amministrazione Reagan vendevano materiale bellico agli iraniani, usando il ricavato per finanziare i Contras in Nicaragua.

La cosa fu svelata nel 1985: scoppiò così lo scandalo Irangate, il quale arrivò a lambire lo stesso presidente. Tanto che qualcuno arrivò addirittura a parlare di impeachment. Da allora, i rapporti non sono comunque migliorati.

In particolare negli anni 2000, George Walker Bush intrattenne relazioni molto tese con l'allora presidente iraniano Maḥmūd Aḥmadinežād, per le sue posizioni bellicose tanto verso gli Stati Uniti quanto verso Israele. E – soprattutto in quel periodo – Teheran iniziò ad essere temuta sempre più sul fronte della politica nucleare.

In questo clima durissimo, fatto di sanzioni e parole grosse, l'amministrazione Obama cercò di cambiare le cose. Complice anche l'ascesa al potere in Iran del premier Rohani (un profilo di tendenze moderate), Obama cercò di intraprendere la via del disgelo.

Il tentativo non nasceva da esigenze umanitarie ma da un calcolo geopolitico: da sempre favorevole a un graduale disimpegno americano nella regione mediorientale, Obama era convinto della necessità di rinfocolare le rivalità storiche presenti in quel territorio.

Un'apertura all'Iran avrebbe così rappresentato uno schiaffo politico all'Arabia Saudita e avrebbe inoltre alimentato l'astio (proprio un comportamento da "Premio Nobel per la Pace"; ndr) tra questi due storici nemici.

In questo contesto, vennero maturando le trattative per raggiungere un'intesa sul nucleare con Teheran: trattative a cui, oltre a Stati Uniti e Iran, presero parte Regno Unito, Russia, Francia, Cina e Germania.

L'«Iran Deal» (deal = accordo; ndr) prevedeva dunque che i paesi occidentali abolissero man mano le sanzioni economiche imposte all'Iran negli ultimi anni, mentre quest'ultimo accettava di limitare il suo programma nucleare, consentendo inoltre controlli da parte delle Nazioni Unite alle proprie installazioni nucleari.

L'intesa fu salutata come una vittoria netta dell'amministrazione Obama. Eppure, negli Stati Uniti, le polemiche si accesero subito.


Barack Obama e Hassan Rouhani

Il Partito Repubblicano, che deteneva già allora la maggioranza al Congresso, si disse assolutamente contrario a ratificare un simile accordo: in particolare, il senatore Tom Cotton, ha ripetutamente affermato che non sia possibile fidarsi dell'Iran e che Teheran userebbe queste concessioni per armarsi pericolosamente ai danni degli Stati Uniti.

Non a caso, nel corso della campagna elettorale, quasi tutti i candidati repubblicani (da Jeb Bush a Marco Rubio, passando per Ted Cruz) sostenevano la necessità di smantellare l'intesa e tornare alle sanzioni.

La stessa Hillary Clinton, a sinistra, aveva sempre mostrato scetticismo verso quel trattato, nonostante alcune dichiarazioni di facciata. Paradossalmente, era proprio Trump ad aver assunto la posizione più moderata in materia, invocando una rinegoziazione del trattato, anziché una sua abolizione.

Una linea morbida, dunque, probabilmente dettata dal fatto che il magnate avesse intenzione di attuare un disgelo verso la Russia (di cui l'Iran è uno storico alleato mediorientale). Eppure, dopo la vittoria novembrina, molte cose sono cambiate.

Il ricatto politico subìto dai nemici repubblicani a causa dello scandalo Russiagate ha costretto il neo presidente a rivedere molte delle sue posizioni in politica estera. Dalla Russia alla Siria, venendo finalmente allo stesso Iran.

Trump si è così trasformato via via in un falco, scendendo a patti con le frange maggiormente anti-iraniane del Partito Repubblicano (dal direttore della CIA, Mike Pompeo, alla stessa Nikki Haley, da sempre particolarmente vicina alle galassie neoconservatrici). (Cfr. anche QUI e QUI; ndr).

In tal senso, rifiutando la certificazione, Trump passa la palla al Congresso, consentendogli di decidere se reimporre le sanzioni (stracciando l'accordo). Una possibilità non solo chiesta da mesi a gran voce da molti repubblicani ma anche da qualche democratico.

In tutto questo, non dobbiamo dimenticarci poi di un ulteriore problema. Quello della Corea del Nord. Nei primi anni 2000, George Walker Bush era solito parlare del cosiddetto "Asse del Male": un insieme di Paesi ostili agli Stati Uniti e mossi da intenti terroristici che, secondo lui, andava dall'Iraq all'Iran alla stessa Corea del Nord.

Già alla fine del 2015, il Wall Street Journal mostrò che vi fossero scambi tra Teheran e Pyongyang in termini di tecnologia nucleare. Scambi che sono stati recentemente confermati.

Non è quindi assolutamente escludibile che la scelta di Trump sull'Iran sia finalizzata a cercare di colpire indirettamente il programma nucleare nordcoreano.

Ecco perché il passo indietro del presidente sembra avere alla sua base una serie di cause complesse: dalla politica interna alla geopolitica.



E, mentre i leader europei si sono detti in sostanziale disaccordo con la decisione statunitense, l'Iran ha risposto picche, raffreddando i rapporti. E in tutto questo, la strada del disgelo americano verso il Cremlino si fa sempre più in salita.

Stefano Graziosi

Fonte: glistatigenerali.com

Post Scriptum

La mossa di Donald Trump, la sconfessione dell'accordo sul nucleare, «apre uno scenario molto rischioso». Ed anche se «oggi ci sembra difficile, aumentano le probabilità di conflitto tra Stati Uniti e Iran. Tempo sei mesi ‒ un anno».

Ecco quello che ha detto nell'intervista fattagli, il trentanovenne Ben Rhodes, ex vice consigliere per la sicurezza nazionale di Barack Obama, che ha seguito le trattative sul «Piano d'azione congiunto globale» firmato il 14 luglio 2015 dall'Iran e da Stati Uniti, Cina, Russia, Gran Bretagna, Francia, Germania.

Ed ha concluso:

«La Costituzione assegna al presidente grandi poteri per quanto riguarda la sicurezza internazionale. Se vuole può ordinare di bombardare un altro Paese, senza nemmeno avvertire il Congresso ed anche se il suo segretario alla Difesa è contrario.

Trump ha dimostrato di trovarsi a suo agio nel minacciare altri Stati o altre realtà, come nel caso del bando sui viaggiatori dei Paesi musulmani. Più è isolato, più è probabile che usi i suoi poteri».

Fonte con l'articolo integrale: corriere.it/esteri

Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

mercoledì 11 ottobre 2017

FATIMA: Caso Ratzinger-Dollinger TUTTO CONFERMATO




Sebirblu, 10 ottobre 2017

Manca ormai poco al termine dei cento anni da quel lontano 13 ottobre 1917 in cui nella gremitissima "Cova de Iria" a Fatima (circa 70.000 persone) si compì, di fronte allo sbigottimento generale, il Miracolo del Sole.

Ora, di fronte al terribile spettacolo (per coloro che hanno occhi per vedere) della Chiesa allo sbando, guidata dal Falso Profeta (ved. QUI e QUI) in totale sintonia con lo spirito del mondo, non possiamo che implorare per tutte le popolazioni del pianeta l'arrivo dell'«Avvertimento» (cfr. QUI e QUI) affinché illumini le coscienze e con esse la Realtà Vera.

E mentre la Polonia si è mobilitata lungo i suoi confini, con MILIONI di persone in preghiera recitando il Rosario a protezione sua e dell'Europa, a Fatima si è indetto un concerto (sic) in occasione del centenario (cfr. QUI), probabilmente sotto l'influenza della nuova Chiesa modernista guidata da Bergoglio. (Leggere QUI, documentandosi anche sui post con l'etichetta a suo nome).

Pur tuttavia, in Italia c'è una bella iniziativa che segnalo ai Lettori QUI, per venerdì 13 ottobre, al fine di chiedere alla Madonna di "salvare l'Italia e il continente europeo dal nichilismo islamista e dal rinnegamento della fede cristiana".

Mi permetto di suggerire di elevare anche una richiesta accorata per il pericolo incombente di guerra, visto che Trump ha espresso quattro giorni fa, davanti a tutti i suoi generali invitati alla Casa Bianca con le rispettive mogli e ai giornalisti presenti, questa frase sibillina: "È la calma prima della tempesta"... aggiungendo poi... "Quale tempesta?" "Lo scoprirete!" (Cfr. QUI).

Ma tornando al tema di questo articolo, che fa seguito agli altri due pubblicati QUI e QUI (e che è necessario leggere per comprendere l'intero susseguirsi degli eventi), non è altro che la "ciliegina sulla torta" a conferma di quanto le dichiarazioni di padre Dollinger fossero vere! Altro che smentita vaticana con parole messe in bocca a Benedetto XVI!


1997 - L'allora cardinal Ratzinger insieme al suo amico prof. Dollinger 

Fatima. Non tutto è stato rivelato: un'ulteriore conferma.

Ricordate quando l'anno scorso il sito web cattolico americano OnePeterFive riportò le dichiarazioni di padre Ingo Dollinger, il quale raccontò che l'allora cardinale Ratzinger gli aveva riferito che non era stato rivelato integralmente il Terzo Segreto di Fatima?

La Santa Sede smentì immediatamente, ma il padre ribadì la sua testimonianza. A distanza di quasi un anno, OnePeterFive presenta un'altra prova a sostegno di Ingo Dollinger. Riportiamo l'articolo, la cui traduzione è interamente nostra:

di Maike Hickson (10 marzo 2017).

Nel maggio del 2016, OnePeterFive ha ricevuto una smentita pubblica dalla Sala Stampa Vaticana per quanto riguarda una vicenda che avevamo pubblicato sulla parte ancora mancante del Terzo Segreto di Fatima.

Il 15 maggio 2016, il prof. Ingo Dollinger, un santo sacerdote, amico di lunga data dell'allora cardinale Joseph Ratzinger, ci aveva confermato che lo stesso Ratzinger – poco dopo la pubblicazione del 26 giugno 2000 del terzo segreto di Fatima – gli aveva confidato che una parte di quel Segreto non era stata ancora resa nota.

Ciò nonostante, il 21 maggio 2016, il Vaticano ha diramato un annuncio a nome di Benedetto XVI, in cui si affermava che il papa emerito «non ha mai parlato con il prof. Dollinger riguardo Fatima», e che «la pubblicazione del Terzo Segreto è completa» (cfr. QUI). Subito dopo questa precisazione, il prof. Dollinger ha ribadito ancora una volta la sua testimonianza.

Sulla scia di questo sviluppo un po' inquietante, dobbiamo dire che egli è stato un intimo collaboratore di San Pio da Pietrelcina, e ciò al fine di dare più credito e certezza morale alla sua testimonianza.


21 giugno 1967 - San Pio da Pietrelcina e il prof. Ingo Dollinger

È con immensa gratitudine, dunque, che oggi siamo in grado di riferire che il signor Giuseppe Nardi, editore del sito cattolico Katholisches.info, ha ricevuto un'ulteriore conferma che il Terzo Segreto di Fatima non è stato interamente pubblicato.

Giuseppe Nardi ha incontrato e intervistato un caro amico di lunga data del prof. Dollinger, il signor Gottfried Kiniger, un cappellaio che abita in un minuscolo e bellissimo villaggio di Sillian, nel Tirolo orientale austriaco.

Kiniger, nel suo paese, fu molto attivo politicamente negli anni '80, essendo stato favorevole alla causa monarchica e al movimento paneuropeo (Paneuropa Bewegung) di Otto von Habsburg, nonché strenuo difensore del ruolo della Chiesa cattolica nella vita pubblica.

Ha raccontato a Nardi di aver conosciuto il prof. Dollinger a Salisburgo nel 1990; da allora si incontravano regolarmente due volte l'anno, ma negli ultimi tempi questo non è stato più possibile a causa delle reciproche età avanzate ma, nonostante ciò, i due amici non hanno mai interrotto i loro rapporti.

Quando padre Dollinger si ritirò nel 2004, andò a vivere in Wigratzbad, in Germania (dove è ubicato il seminario della Fraternità Sacerdotale di San Pietro), ed è in quel luogo che Gottfried lo raggiungeva spesso.

Nardi racconta di aver incontrato Kiniger il 21 dicembre 2016 e di aver avuto con lui un colloquio molto informale e caloroso. Quest'ultimo, non usando internet, non sapeva nulla della polemica sulle dichiarazioni di Dollinger.


Gottfried Kiniger con la moglie nel 2009 e nella sua bottega da cappellaio.

«Dopo aver saputo della smentita da parte di Roma – continua Nardi – Kiniger rimase molto turbato. Non poteva credere che Benedetto XVI avesse fatto una simile negazione, perché ciò che la signora Hickson aveva riferito era proprio quello che lo stesso Dollinger gli aveva confidato nel 2000. Per questo motivo, ho registrato il secondo colloquio con Kiniger».

Questo  è  avvenuto  circa  tre  settimane  più  tardi,  il  17  gennaio  2017.  Gottfried ha dato di tutto cuore il permesso per la registrazione e la pubblicazione della propria testimonianza riguardo al "caso Dollinger". Di seguito, riportiamo la trascrizione delle sue parole fatta da Nardi.

«Non ricordo la data esatta – ha detto Kiniger – ma eravamo ancora nel 2000, di questo sono sicuro. Ricordo ancora la conferenza stampa in Vaticano trasmessa dalla televisione.

In autunno, come al solito, sono andato a visitare padre Dollinger, di cui sono amico da molti anni. In quell'occasione, mi disse di aver parlato con il cardinale Ratzinger (all'epoca Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ndr) poco dopo quel comunicato al mondo. (Era il 26 giugno del 2000; ndr).

In quel frangente hanno anche concelebrato insieme – cosa che normalmente Dollinger non fa, ma Ratzinger ha insistito. Padre Ingo ha voluto parlare con quest'ultimo riguardo al problema del Terzo Segreto di Fatima.

Ratzinger gli ha risposto: "Era Wir haben Veröffentlicht, ist nicht das Geheimnis ganze (Quello che abbiamo pubblicato non è tutto il Segreto)".  Nella sacrestia erano presenti anche altri sacerdoti – alti sacerdoti – con cui Ratzinger interagì poco.

Rivolgendosi di nuovo a Dollinger, continuò: "Es ist uns così aufgetragen worden (Siamo stati incaricati di fare così)". Questa stessa frase la ripeté una seconda volta: "Es ist uns così aufgetragen worden (Siamo stati incaricati di fare così)".

Padre Dollinger interpretò le parole come segue: "Giovanni Paolo II ha voluto e ha ordinato che si facesse in tale modo".


Mons. Schneider con il suo vecchio professore - padre Dollinger - nel febbraio 2017,
deceduto poi l'11 giugno.
 

In quell'incontro con Dollinger, quando questi mi confidò il suo colloquio col cardinale, erano presenti altre persone, tra cui anche mia moglie.

Nel corso degli anni, il padre ha raccontato questo episodio ripetutamente durante i nostri incontri. Nella maggior parte di questi, erano presenti anche altre persone. Non era un segreto, lui non ha mai voluto tenerlo nascosto.

Questo è ciò che il Cardinale gli ha detto e che lui ha riferito ad altri. Ogni tanto, erano seduti a tavola con noi anche alcuni sacerdoti e seminaristi della Fraternità Sacerdotale di San Pietro, ma non ricordo i loro nomi.

In ogni caso, diversa gente ha ascoltato questo racconto col passar del tempo. Io personalmente posso testimoniare che lo sentii già nel 2000, quando Dollinger me ne parlò per la prima volta.

Per me non c'è dubbio che il prof. Dollinger – del quale ho piena fiducia – abbia riportato il fatto in modo veritiero. Quale motivo avrebbe avuto nell'inventarsi un tale svelamento durante quella conversazione – proprio dopo la conferenza stampa – e raccontarla a tutti coloro che lo ascoltavano?

Che Benedetto XVI abbia improvvisamente negato dopo 16 anni, mi riesce difficile immaginarlo. Questo mi pare poco plausibile. Non conosco il motivo per cui Roma lo abbia fatto. Proprio non lo concepisco... Sembra quasi che si voglia mettere il coperchio su Fatima e chiudere finalmente il caso. Ma non funziona... Non so proprio perché Roma abbia agito così».

Possano questa testimonianza e quelle precedenti dare un ulteriore sostegno alla affidabilità delle parole del prof. Ingo Dollinger. Che questi due amici passino alla storia per aver contribuito a far emergere tutta la verità sul Messaggio misterioso che la Vergine affidò ai pastorelli.

Che la Santa Sede, alla fine, si decida a rendere pubblico ai fedeli e al mondo questo benedetto Terzo Segreto! Ne abbiamo terribilmente bisogno proprio in questo tempo di profonda confusione e diffidenza.

Relazione e adattamento: Sebirblu.blogspot.it

Traduzione a cura di Kattolika per il sito Cristianesimo Cattolico.

Fonte originaria: onepeterfive.com

sabato 7 ottobre 2017

Don Minutella: Accecamento, Apostasia, Scisma e...




Sebirblu 6 ottobre 2017

Non è la prima volta che parlo di don Minutella (ved. QUI e QUI), perseguitato non solo dalla nuova Chiesa modernista  che l'ha cacciato dalla sua parrocchia a Palermo, ma anche da radio e televisione, con le "imboscate" vigliacche delle iene, o col carpirne ‒ fotografandolo ‒ i momenti scherzosi per poi metterlo alla berlina sui social network. (Cfr. anche QUIQUI).  

Momentaneamente, questo sacerdote coraggioso si è ritirato nel silenzio, ma è ormai per tanti l'alfiere indomito, il potente propugnatore che con la corona del Rosario in mano e l'Anima consacrata a Maria Santissima ha ingaggiato la battaglia ultima contro il Falso Profeta e i suoi ministri traditori. (cfr. QUI, QUI, e QUI).

Ma... "le Tenebre non prevarranno"... e il Cielo tramite la Madre, Condottiera del piccolo ma ardentissimo "Resto", rovescerà il Maligno e i suoi accoliti, finalmente.

Ecco dunque il brano scritto e pubblicato da don Minutella sul suo libro "I tempi di Maria":




Accecamento, Apostasia, Scisma e Purificazione.

Che cosa, dunque, accadrà? Che cosa dobbiamo attenderci al riguardo dell'atto finale dei «tempi di Maria»? Quale sarà l'esito dello scontro tra la Donna e il serpente?

La presenza di due pontefici, uno dei quali «emerito», rivela una situazione mai accaduta in precedenza. Non è comparabile con altre stagioni storiche, perché Benedetto XVI non ha dichiarato Francesco come antipapa, si è subito reso disponibile all'obbedienza.

Neppure la morte di Ratzinger provvederà a sanare una simile anomalia. Questo quadro storico ecclesiale era stato profetizzato dalla beata Caterina Emmerick (ved. QUI; ndr), nella visione del 13 maggio 1820, e di recente la Madonna di Anguera lo aveva anticipato di qualche anno. Una situazione insolita e pericolosa.

Questa condizione attuale – così confusa e dove le posizioni si radicalizzano sempre di più – è la conseguenza dell'accecamento, che ha colpito la gerarchia cattolica a causa della chiusura di fronte agli appelli della Madonna.

Tale accecamento conduce la Chiesa verso un tipo di scelte dottrinali e pastorali non più conformi al Vangelo di Cristo, e ciò con maggiore o minore consapevolezza da parte dei singoli vescovi.

Questo cambiamento epocale (in realtà un tradimento senza precedenti), sarà non solo lo sviluppo finale del modernismo, ma per ciò stesso – a causa dell'offuscamento – condurrà a soluzioni ritenute utili, pastoralmente valide, eppure non secondo lo Spirito di Dio.


"Il bacio di Giuda" di Hans Holbein

E  nonostante  non  mancheranno  le  voci  profetiche  che,  con  l'audacia  della  fede  e  il  sostegno  celeste, proveranno  a  rimarcare  che  questa  via  imboccata  in modo così entusiastico è piuttosto la strada verso la distruzione della fede cattolica, tali profeti verranno non eliminati fisicamente, ma con l'ausilio dei mass media, saranno ridicolizzati ed emarginati.

Si imporrà sempre più in modo aggressivo qualcosa come una Antichiesa, dove il Vangelo intronizzato sarà quello del mondo.

Attraverso questo processo di obnubilamento, lo spirito cattolico sarà alterato in ragione di un falso ecumenismo, l'eucaristia sarà trasformata in simbolo e la messa in cena conviviale. Sparirà il culto mariano, e dove resisterà sarà perseguitato con violenza.

La Verità verrà meno, mentre i cuori si raffredderanno sempre di più. La crisi dei sacerdoti diventerà acuta, fino ad un radicale ripensamento, con la dismissione di ogni riferimento ontologico: una mera funzione!

Il ministero sacerdotale si ridurrà a qualcosa come una funzione pastorale, incarnata da uomini assai più fruitori dei piaceri del mondo che non i mondani stessi.


Minneapolis, chiesa di San Giovanni, il momento della Consacrazione... in maschera!

Nel frattempo il cattolicesimo scomparirà del tutto in diverse nazioni, e sopravvivrà in  qualcosa  come una Chiesa  liberale e mondana.  Le chiese e i conventi, i monasteri e i chiostri, vacanti di vocazioni, saranno trasformati in luoghi di divertimento mondano, e persino in moschee.


California - Messa a Pleasant Hill con clown

Un processo inarrestabile, che già sotto gli occhi di tutti, condurrà sempre più verso decisioni stravaganti. Il pensiero cattolico subirà un processo di rivisitazione che non sarà altro che un suo deterioramento.


Messico - Padre Humberto Halvarez spruzza acqua benedetta sul Crocifisso... durante la Messa.

Già nella Sacra Scrittura l'accecamento è l'esito dell'indurimento del cuore di fronte al Dio che si rivela. Mancando l'obbedienza della fede, l'uomo rimane ostinato e perde quel lumen fidei, quella luce della fede, che come bussola orienta verso Dio e la Sua volontà.

Suor Lucia di Fatima – occorre ricordarlo ancora una volta – aveva già profetizzato che la mancata obbedienza a Dio, attraverso Maria, avrebbe condotto la Chiesa ad uno smarrimento interno, ad una crisi senza precedenti.

Lo stato di caos dottrinale della Chiesa è conseguenza di questa ostinazione. Dio lascia che la gerarchia segua i propri orientamenti, perché non ha voluto ascoltare gli appelli ripetuti del Cielo.

Proprio come alla maniera dei profeti dell'Antico Testamento che indicavano la via voluta da Dio, mentre i re ne seguivano un'altra, che conduceva puntualmente alla distruzione.

Certo, né Rue du Bac, né Fatima, né Medjugorje, né Civitavecchia, e così via, sono Rivelazione pubblica. Si può decidere di non crederci.

Ma un conto è lo statuto delle rivelazioni private della Vergine, un altro il tema dei «tempi di Maria» che, soprattutto con Fatima, sono qualcosa di più che una semplice apparizione. Hanno una portata salvifica per la Chiesa. Un appello da ascoltare. Pena l'accecamento.

Non sarà questa condizione di smarrimento un segno inequivocabile di quella «prova finale», con l’avvento dell'impostura anticristica, di cui parla il Catechismo della Chiesa cattolica ai numeri 675-677? (Ved. QUI; ndr).


"La Predicazione dell'Anticristo" di Luca Signorelli

In una Chiesa, governata da pastori accecati, Dio permetterà l'apostasia della Verità. E questo è il secondo drammatico sviluppo. L'accecamento condurrà all'apostasia. Perché un magistero non più conforme alla sana dottrina verrà accolto dalla stragrande  maggioranza  dei  fedeli,  con  un  entusiasmo  senza  precedenti.

L'Antichiesa configurerà se stessa come la vera comunità credente, quella che finalmente torna al passo con lo spirito mondano, dopo un arretramento ritenuto cronico, un passo stanco di una Chiesa che era indietro di duecento anni. Verrà stravolto il dizionario cattolico.

Tutto sarà accolto come novità proficua, ma ciò che ancora rimarrà di cattolico romano dovrà essere alterato e casomai eliminato. L'apostasia sarà l'attacco che il drago rosso di Apocalisse sferrerà con tutto il suo livore.

Veicolato con un'abilità comunicativa, con un'agenda piena di priorità, con un manifesto in favore del mondo, con una mano tesa verso tutti, senza chiedere più conversione e senza più accentuare il tema del peccato, l'alfabeto modernista alla fine invaderà san Pietro. Sarà issato il vessillo della menzogna e della contraffazione. I metodi saranno altrettanto spietati.

Perché  mentre i tanti  guardiani  della  fede,  da  leoni si trasformeranno  (come dice la mistica Teresa Neumann) in asini (cfr. QUI; ndr), la regia occulta di tale trasformazione  del cattolicesimo  in grande  impostura  punterà  su  coloro  che, in pochi e sempre più isolati, continueranno strenuamente a difendere lo spirito cattolico.

Dio permette tutto questo perché si compia la Scrittura, nei testi che riguardano i tempi ultimi. 

Come Gesù, di fronte allo smarrimento degli apostoli e delle folle, più volte dichiarava che la passione e la croce dovevano accadere perché si compisse il disegno del Padre, e come Egli sulla croce, prima di spirare, dice: «è compiuto», proprio per indicare un Piano Divino che doveva passare dal dolore e dalla morte per la redenzione del mondo, così sarà per la Chiesa.




Essa continuerà a sopravvivere in un piccolo resto, ma conoscerà la condanna, il dolore, la croce e il martirio. Il trauma più forte che si dovrà sostenere sarà allora quello dello scisma interno.

Mentre  da  un  lato  l'Antichiesa,  capeggiata  dal falso profeta,  mostrerà la sua forza, con l'alleanza dei poteri forti e occulti del mondo, la vera Chiesa, catacombale e cenacolare, dovrà resistere in una posizione di grande prova.

Sarà l'insieme di quelle anime elette da Dio, quella generazione tanto invidiata dai grandi santi (se si pensa che santa Teresina provava persino gelosia verso i cristiani dell'ultimo tempo, e san Pio da Pietrelcina commosso li esaltava come eroi della fede).

Essi dovranno sostenere il discredito pubblico di fronte al mondo e l'odio intestino nella Chiesa, perché il falso profeta (Bergoglio; ndr) esibirà – come accolito dell'Anticristo – tutta la sua astuzia nel farli passare come uomini disobbedienti.

Dovranno interrogarsi: come rimanere ancora all'interno di una falsa Chiesa? E imploreranno Dio di intervenire. Ma dovranno fare alla fine una scelta, che Dio stesso prevedeva.

Non saranno accompagnati da grandi prodigi e segni eclatanti (come i santi di ogni epoca), perché la loro santità consisterà tutta in questo, di resistere ad oltranza, anche a costo della vita, nell'avanzare della falsa Chiesa.

E saranno additati come folli e insensati dal mondo e come pazzi psicopatici dalla Antichiesa. Il mondo e l'Antichiesa si daranno convegno per uno storico, quanto occulto piano per sovvertire lo spirito cattolico.

E insieme, come Erode e Pilato, condanneranno alla gogna mediatica, alla macchina del fango, il partito di coloro che non si lasceranno marchiare la mano e la fronte dal sigillo infame della bestia.  (Ved. QUI e QUI; ndr).




Il piccolo resto cattolico sarà protetto direttamente da Maria, e avanzerà nel modus evangelico della piccolezza, nonostante il violento discredito dell'establishment dell'Antichiesa, capeggiata dal falso profeta.

Piccoli, umili, nascosti, unicamente appoggiati su Dio e il Vangelo, sostenuti dalla Eucaristia (che soltanto essi continueranno ad adorare in ginocchio come Presenza reale, mentre l'Antichiesa rimarrà ostinatamente in piedi [cfr. QUI e QUI; ndr], in attesa di renderla semplicemente un Simbolo), sembrerà di vederli come la prima generazione cristiana, quella assediata da Nerone e dall'impero romano.

E tra di essi dovrà sorgere il diretto antagonista del falso profeta (che sia quello annunziato da Luz de Maria QUI? Ndr). Un minore, il più piccolo tra gli apostoli di Maria, che – come Davide contro Golia – fronteggerà l'ira del falso profeta. Vincendo con le armi di Dio contro le armi del mondo in possesso del falso profeta. E con il diretto sostegno di Maria e dell'arcangelo Michele.

Questo «minore», il profeta di Maria, avanzerà sin da bambino in mezzo a incredibili ostacoli. Il demonio, fiutandone il rischio, cercherà di farlo più volte fuori, e lo assedierà di continuo, procurandogli dolori e tormenti incessanti.

Dio lo permette perché, forgiato nel dolore, sappia esser pronto all'antagonismo finale. Anzi, Dio, per prendersi gioco del falso profeta, provvederà a farlo pervenire dalla periferia della Chiesa, dal ceto povero e umile, ma con una sapienza spirituale e teologica che saprà smascherare le trame del falso profeta.

Il carisma del «minore» di Maria sarà prorompente sin da piccolo, eppure come impedito a manifestarsi pienamente, finché non giungerà l'ora dello scontro.

Il minore e il falso profeta si scontreranno, ma non frontalmente. Perché Dio ha in vista qualcosa di impensabile.

Egli lascerà che la trilogia demoniaca, quella del falso profeta, della bestia nera e dell'anticristo, si conflagri da se stessa.

In particolare, per la resistenza eroica e imprevista dei veri cattolici, incoraggiati dal «minore», la bestia nera sentenzierà, indispettita, il fallimento del falso profeta, perché – sebbene all'apparenza sembrasse accelerare la distruzione dello spirito cattolico – in realtà non avrà saputo attuarne la tanto sospirata riforma.


"Davide e Golia" di Jason Engle (Jae)

Dio permetterà anche questo, che gli esordi del falso profeta siano clamorosi, almeno quanto il suo declino. Sarà la stessa bestia nera, che lo aveva prescelto, a divorare il falso profeta.

Lo scontro che precederà la sua caduta, sarà di tipo teologico, non fisico, diciamo pure spirituale, a distanza. I due antagonisti, a parte incontri di tipo convenzionale (solo agli inizi, peraltro), per il resto non si incroceranno.

Eppure il «minore» di Maria, rappresentato dalla resistenza eroica dello spirito cattolico, turberà di continuo i sogni del falso profeta.

All'imponente macchina di propaganda, di cui quest'ultimo disporrà, il «minore» risponderà con strumenti piccoli e umanamente inefficaci.

E se il mondo intero non farà che incensare il falso profeta, del «minore» di Maria, Dio permetterà che il suo carisma sia rivelato solo quando lo scontro sarà pervenuto alla fase decisiva.

E ancora Dio lascerà che il popolo di Maria – quello della resistenza cattolica – possa individuare il prescelto, il «minore», mediante un segno, fra tutti apparentemente il più irrilevante, e che invece sarà quello decisivo: la corona del rosario sempre tra le mani. 

(Che sia proprio don Minutella questo futuro carismatico inviato dal Cielo? Mah! Staremo a vedere! Ndr).

Solo demarcando questo abisso tra la vera Chiesa e l'Antichiesa, il profeta di Maria si inoltrerà apparentemente inoffensivo nella battaglia, discreditato dalla periferia da cui proviene, e ritenuto fuori di testa.

Soltanto allora, con la forza della predicazione, quella che nella prima Pentecoste spinse Pietro e gli apostoli ad uscire dal Cenacolo infuocati di Spirito, il «minore» annuncerà la seconda Pentecoste. E la sua parola, la sua voce, il suo volto, il suo sorriso, saranno il sostegno della vera Chiesa.

E allora arriverà la purificazione. Attraverso la condanna da parte dell'Antichiesa, i santi degli ultimi tempi, con la loro obbedienza al Vangelo della croce, saranno esposti al pubblico ludibrio. La Chiesa, vivente in essi, vivrà il suo Venerdì Santo.

Sarà cancellata ogni traccia di cattolicesimo, in vista di una Antichiesa che può anche essere chiamata Superchiesa.

Solo si udrà, nel mondo intero, la voce metallica, sebbene suadente per i più, del falso profeta che, di fronte allo stupore dei propri sostenitori, terrà una marcia talmente rapida, da anticipare di molto le tappe previste dall'agenda anticattolica.

Una marcia tuttavia, come si è detto, verso l'autoconsunzione.

Don Minutella

Tratto dal mio libro "I tempi di Maria" Ed. Pitti 2016

Post Scriptum

Ecco un commento molto interessante QUI, e due video sul doloroso provvedimento persecutorio contro don Minutella, dopo una serie incredibile di molti altri come ad esempio quella del cardinale Müller e i Francescani dell'Immacolata QUI.




Nuova incursione delle "Iene" nei confronti di questo bravo sacerdote.

Dopo la seconda incursione delle "Iene" ai danni di don Minutella, avvenuta venerdì scorso, 22 settembre 2017, sotto casa sua e contro ogni rispetto della privacy e della dignità di sacerdote (una ragazza, fingendosi bisognosa di aiuto, gli ha bussato direttamente alla porta di casa, ed era invece una povera disgraziata giornalista con tanto di telecamera, pronta ad entrare in casa sua e a calunniarlo con immagini nascoste...e meno male che don Alessandro non le ha aperto!), eccoci pronti ‒ come comunità di fede e di preghiera, modulata sul vangelo e sotto lo sguardo di Maria ‒ a dare la nostra libera e responsabile testimonianza.

Siamo 10 donne e 2 uomini (ma altri cominciano a chiedere di venire), più un altro prete, che sotto il nome di "Compagnia di Maria" intendiamo dire ‒ soprattutto ai "poteri occulti" che inviano telecamere e giornalisti camuffati ad assediare don Minutella ‒ che la loro operazione di denigrazione a carico di questo sacerdote di Maria non solo è fallita, ma è indegna e riprovevole.

Se riusciranno a cavar fuori un ragno dal buco ‒ come si dice ‒ (nonostante il clamoroso fallimento della vergognosa spedizione!), manderanno in onda il solito servizio del prete contro il papa, e sottolineeranno che ha creato una comunità di suore senza permesso, e con il dolore dei genitori.

Ovviamente il copione nemico imporrà la notizia che non solo don Minutella non ha chiesto il permesso alla gerarchia (cosa falsa, e ci sono documenti a dimostrarlo!), ma che queste figlie sono tutte plagiate e prive di serenità.

Guardate ora il video e godetevi la ridicolaggine a cui purtroppo le "Iene" ci hanno abituato.

Ai loro tentativi di infangamento di don Minutella, rispondiamo in anticipo col sorriso e la gioia del Vangelo. Il resto lo farà Dio.

Avanti con Maria!


Don Minutella proibito alle Edizioni Paoline




Relazione di Sebirblu.blogspot.it


venerdì 6 ottobre 2017

D. Icke "L'Agenda 21" Piano di Dittatura Mondiale




Sebirblu, 6 ottobre 2017

Gentili Lettori, penso che ancora molti non conoscano nulla, o quasi, del piano varato dalle Nazioni Unite nel lontano 1992 che coinvolge l'intera Umanità.

In questi ultimi anni, siamo diventati tutti più consapevoli di un grande inganno perpetrato contro di noi da un esiguo numero di individui, grazie anche al coraggioso lavoro di diffusione espletato da chi, come David Icke e molti altri, ha dedicato parte della sua vita a risvegliare le coscienze.

Questo articolo mette in evidenza, ancora una volta, come ciò che appare "oro" in effetti non lo sia, ed anzi, possa prendere i connotati di un vero e proprio "Cavallo di Troia".

Avevo già trattato questo argomento in un post in cui ho parlato dello Yellowstone, QUI, e ritengo che ormai troppe cose coincidano per non avere più dubbi concernenti l'incubo che stiamo vivendo, come pubblicato da me, QUI, di nuovo con la paternità di David Icke.

Vi consiglio perciò di leggere pure, sempre che non lo abbiate già fatto, questi due articoli suggeritivi per avere una maggiore visuale di come stanno veramente le cose.

Ma vi segnalo anche lo splendido articolo, tradotto e postato da "Anticorpi", tratto dal medesimo libro di Icke: «The Perception Deception» (L'Inganno della Percezione), ora anche in italiano. 




L'Agenda 21: Un Piano per una Dittatura Mondiale Fascista 

Uno dei film più popolari del 2012 è stato "The Hunger Games", che presenta una nazione post-apocalittica chiamata "Panem", nella quale un'élite super ricca, super viziata, totalmente insensibile vive in un lusso tecnologicamente avanzato.

Questo, mentre il resto della popolazione si batte ogni giorno per sopravvivere ad una povertà abbietta, chiusa dietro le sbarre di prigioni adibite ad «aree per il popolo» ultra affollate.

Il nome «Panem» deriva dalla locuzione latina "Panem et circenses", vale a dire «pane e giochi circensi» - motto romano (ideato dal poeta satirico Giovenale; ndt) che significa dare al popolo cibo e diversivi per nascondere tutto quello che gli si fa subire. Esattamente ciò che sta accadendo oggi.

L'avanzata in sordina di un simile contesto totalitario si sta posizionando intorno a noi, sebbene la maggioranza della gente non lo veda perché non unisce i puntini. Gli individui hanno la tendenza a vivere nel proprio «piccolo mondo» concentrandosi  unicamente  su  determinati  argomenti  e  centri  di  interesse.

Ciò dà loro una visione deformata di quanto accade, perché sono così occupati a focalizzare i dettagli che perdono di vista l'insieme. Il mondo di "The Hunger Games" è già ben avviato, a meno che l'umanità non compia una rivalutazione della realtà.

La struttura, l'impostazione e le fondamenta sociali del film sono delineate in un programma stabilito dalle Nazioni Unite conosciuto come "Agenda 21" che include due temi analoghi, lo "Sviluppo Sostenibile" e la "Biodiversità".

L'idea inerente al primo sembra abbastanza ragionevole ad uno sguardo sommario, tanto che non ci si è accorti di ciò che il termine, insieme al secondo sulla biodiversità, racchiuda veramente nell'àmbito di una cospirazione.

L'Agenda 21 è stata introdotta nel 1992 a Rio de Janeiro in Brasile, in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo, organizzata da Maurice Strong, un miliardario canadese del petrolio e degli affari, nonché portavoce dei Rothschild e dei Rockefeller.




Costui è stato il personaggio capofila del programma operativo ambientale per ingannare i popoli, la mano nascosta nel reticolo della Tavola Rotonda, che comprende il Gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale e il Council on Foreign Relations (Consiglio per le Relazioni Estere; ndt).

A sostegno di tale Agenda, Mr. Strong ha dichiarato: "La sola speranza per questo pianeta non è che la civiltà industrializzata crolli? Non è forse nostra responsabilità causarne la caduta?"

Egli è diventato super ricco grazie all'industria petrolifera. Ora vive in Cina in un lusso miliardario dove il rilascio di anidride carbonica è altissimo.

È direttore del Chicago Climate Exchange (il cui primo azionista è Goldman Sachs) o CCX, il principale centro di ricerca mondiale ed unico per la riduzione dei gas ad effetto serra con valore legale nell'America del Nord.

Il CCX è sorto con il finanziamento della Fondazione Joyce dove Barack Obama fu un giorno direttore. Strong e Al Gore si sono arricchiti grazie ad esso e ad altri modi, grazie alle menzogne che promuovono sul cambiamento climatico e alle soluzioni che propongomo.

Sul sito di Global Research, Kate Johnson ha scritto:

"Gli stessi individui che ci hanno «venduto» il mito del riscaldamento climatico provocato dall'uomo sono i medesimi che ci hanno presentato la «soluzione» con la carbon tax e l'Emission Trading Scheme (lo scambio di quote d'emissione) ed ora approfittano dei loro investimenti lucrativi fondati sulle bugie".

Strong si è rifugiato in Cina nel 2006 dopo essere stato accusato di corruzione in relazione al petrolio delle Nazioni Unite per il programma alimentare.



Maurice Strong

La propaganda sul cambiamento climatico è la solita tecnica di "problema-reazione-soluzione" per giustificare l'Agenda 21 e il Trattato sulla Biodiversità. È un documento coercitivo a livello internazionale che coinvolge quasi 200 paesi.

Gli USA lo hanno firmato, ma non è stato riconosciuto dal Senato dopo che persone come il dottor Michael Coffman, ecologista e scienziato dell'habitat hanno esposto le sue reali conseguenze e implicazioni.

Egli ha detto d'aver compreso, negli anni '80 e '90, che il disegno era quello di prendere come scusa una protezione ambientale per confiscare la metà delle terre statunitensi. Dei progetti simili esistono per tutti gli altri paesi.

L'America non ha potuto ratificare il trattato, ma questo viene messo attualmente in opera. L'Agenda 21 esige un controllo globale centralizzato di tutte le terre; di ogni proprietà privata, delle fonti e della distribuzione dell'acqua e di qualsivoglia produzione e distribuzione alimentare.

Si chiama così, perché si riferisce ad un'Agenda per il 21° secolo e fa pensare ad un sistema planetario fascista/comunista. Ecco una sintesi di quello che cerca di imporre al mondo sullo Sviluppo Sostenibile e la Biodiversità:

 La fine della sovranità nazionale.

La pianificazione e la gestione nazionalizzata dei territori comprese tutte le risorse, gli ecosistemi, i deserti, le foreste, le montagne, gli oceani e l'acqua dolce; l'agricoltura; lo sviluppo rurale; le biotecnologie e la garanzia di una «equità» (una schiavitù «giusta»).

 Lo Stato «definisce il ruolo» delle imprese e delle risorse finanziarie.

 Abolizione della proprietà privata (non è «sostenibile»).

«Ristrutturazione» dell'unità familiare.

 Bambini allevati dallo Stato.

 Si dirà alle persone quale sarà il loro lavoro.

 Maggiori restrizioni sugli spostamenti.

 Creazione di «zone per l'insediamento umano».

Ripopolamento di massa perché le genti saranno costrette a lasciare vacanti le terre dove da sempre hanno vissuto.

 L'abbrutimento nell'istruzione (realizzata).

 Depopolazione mondiale massiccia (genocidio) in aggiunta agli elementi suddetti.




Questo orribile programma è coordinato dalle Nazioni Unite, punta di diamante della dittatura globale, attraverso una rete non governativa che un tempo si chiamava Consiglio Internazionale per le Iniziative Ambientali Locali (in inglese ICLEI).

Oggi è conosciuto come "Governi Locali per la Sostenibilità", benché il termine abbreviato ICLEI sia ancora in uso.

L'ONU apre attualmente delle «ambasciate» in tutto il mondo con il nome di "Case delle Nazioni Unite" con il pretesto di accrescere la consapevolezza intorno alle sue attività, ma non di quelle che la gente ha davvero bisogno di conoscere. Per esempio, ne ha aperto una ad Hunter Square, a Edimburgo, in Scozia.

I Governi Locali per la Sostenibilità (ICLEI) ed altri ordinamenti introducono il programma in ogni villaggio, paese, città e regione e cominciano sin d'ora ad estenderlo su tutto il pianeta.

L'infrastruttura di pianificazione dell'Agenda 21 è già incredibile ed implica agenzie e organizzazioni governative e non (ONG), gruppi di riflessione o think-tanks, società, enti e fondazioni.

Ma in più, anche pratiche di «addestramento» (controllo mentale) e «iniziative» volte a creare l'impianto di ciò che essi chiamano società «post industriale e post democratica», mentre la folla prosegue con le sue attività quotidiane, inconsapevole del carcere che si sta edificando attorno ad essa, ora per ora.

Ad Harvey Ruvin, vice-presidente dell'ICLEI, è stato chiesto in quale modo l'Agenda 21 influirebbe sulle libertà concernenti la Costituzione americana e la Dichiarazione dei Diritti, sulla proprietà privata e la libertà d'espressione. Ha risposto: "Il collettivo deve prevalere sui diritti individuali."



Harvey Ruvin 

L'arroganza di queste persone è sbalorditiva. La rete straordinaria che supporta l'ICLEI e l'Agenda 21 comprende varie istituzioni.

Queste e numerose altre lavorano per il medesimo scopo: concretizzare tale progetto e rendere totalmente schiavi gli esseri umani nel mondo intero, sebbene la maggioranza degli operatori non abbia alcun'idea di concorrere ad edificare una prigione planetaria per sé e le proprie famiglie.

Un altro di questi organismi di primo piano è il Consiglio delle Imprese Mondiali per lo Sviluppo Sostenibile, che include la mostruosa società Monsanto.

La distruzione di terre agricole, l'inquinamento dei paesi con le tossine e la sostituzione di alimenti corretti con organismi geneticamente modificati, mortali e devastanti per il suolo; questo è il contributo della Monsanto per la "sostenibilità".

L'Agenda 21 è attiva in più di 600 paesi, città e contee degli Stati Uniti e si espande di giorno in giorno.

Nella metà degli anni '90, un membro di una delle sue commissioni, a Santa Cruz in California, aveva dichiarato che le proposte udite erano così folli che ne rideva perché non avrebbero mai potuto essere applicate.

Contenevano dei punti in cui la superficie della Terra non avrebbe dovuto essere scalfita; le persone sarebbero state «parcheggiate» in insediamenti appositi; l'educazione si sarebbe dovuta concentrare sull'habitat come principio organizzativo.

Ogni aspetto della vita sarebbe stato contemplato nell'Agenda 21, ciò nondimeno, tutti questi allucinanti progetti vengono introdotti oggi. Nulla più che dei volti felici, gentili, sorridenti, ma la realtà è che si tratta di una strategia viziosa, inumana e brutale per imporre uno stato orwelliano mondiale.




I manipolatori di questo programma creano una struttura organizzatrice locale oppure ne rimuovono altre, di cui parecchie in luoghi fortemente abitati.

Poi posizionano i loro funzionari (sotto controllo) per accordare il progetto dell'Agenda 21 alla loro comunità congiuntamente a degli allocchi involontari, non informati, ai quali viene prospettato un incubo umano come mezzo per salvare la Terra.

Questo permette loro di sostenere che le decisioni vengano prese dopo una «partecipazione pubblica» quando ciò sarebbe l'ultima cosa che il 99% della gente vorrebbe, semplicemente perché non ha mai sentito parlare di tale Agenda e quindi non potrebbe nemmeno discuterne.

Questi esseri non vogliono la democrazia; ecco perché confabulano in privato, ma talvolta anche in pubblico, di una società post democratica e post industriale.

Vogliono controllare ogni uomo, donna e bambino del pianeta, tutto e ovunque, ogni risorsa, fonte d'acqua o pezzetto di terra.

Con un tale obbiettivo hanno bisogno di una compagine globale di controllo fascista che si innesti direttamente in tutti gli insediamenti, sotto la "guida" di funzionari a livello circoscritto che rafforzino la volontà del vertice planetario. Ecco perché c'è una tale enfasi nell'Agenda 21 sulle autorità locali e municipali.

Esiste inoltre un «organismo di apprendimento» chiamato "Scopo Comune" (finalità, consenso, idee, tutto univoco), finanziato con rilevanti somme di denaro fornite dai governi e dai responsabili ambientali, forze di polizia ed altre istituzioni di stato per "formare i dirigenti" della società futura.

Lo "Scopo Comune" è stato presentato ampiamente nell'«inchiesta Leveson» che induce la Gran Bretagna a nuove leggi per i media.

Questo non è un programma di formazione, ma di addestramento, che "sforna" amministratori zombi incondizionati sottomessi al dio dell'Agenda 21 e al partenariato  dell'Unione  Europea.




Il  termine  «comune» si applica  anche  alla  sempre  più  crescente  unificazione di leggi e regolamenti e al costante richiamo al «diritto internazionale». Questo è il dispiegamento del regime assoluto su vasta scala dell'Agenda 21.

Che  cosa  necessita  per  essere  un  dittatore  mondiale?  Delle leggi alle quali ciascuno sulla Terra deve obbedire, proprio il suddetto diritto internazionale e l'accorpamento  completo  dell'intera  regolamentazione  del  globo.

Si può constatare il nesso con il film "The Hunger Games" quando si osserva la mappa ufficiale della tanto desiderata Biodiversità degli Stati Uniti.

Le zone rosse sono destinate ad essere prive di qualsiasi presenza umana e pressoché tutto il resto dell'America verrebbe confiscato per un utilizzo risibile e altamente regolamentato.




Le masse popolari verrebbero concentrate in edifici affollati, le «aree di insediamento umano», e sarebbe vietato l'accesso a qualcosa come l'80% dell'America d'oggi.

Questo è senza alcun dubbio il mondo degli Hunger Games, con una oligarchia planetaria consolidata a tutti i livelli, con un governo mondiale che utilizza un esercito unico e le forze di polizia, anch'esse unificate, che impongono la propria volontà su piani regionali e locali (settori).

La Fondazione sovvenzionata da Rockefeller ha pubblicato una nuova mappa degli USA, «l'America nel 2050», divisa in undici «mega-regioni» (l'11 è uno dei numeri della Cabala; ndt).




Esse comprendono una parte del Canada, Seattle, Portland e Vancouver, con la Colombia britannica, diventando un mega-regione conosciuta come "Cascadia" e questo sistema regionale assume il nome collettivo di "megalopoli", che designa in greco una grande città.

L'America, il Canada e il Messico dovrebbero fondersi per formare l'Unione Nord Americana che si allineerebbe al piano per l'Unione Europea.

È previsto che il Vecchio Continente venga scisso in aree, ed una struttura simile si sta sviluppando in tutto il mondo.

La mappa della nuova Europa comporta delle regioni formate da differenti paesi, associate ad altri raggruppamenti analoghi per porre fine alle vestigia della sovranità nazionale o addirittura all'esistenza della singola bandiera.


La concezione rimodellata dell'Europa

È il piano mondiale con il suo feroce controllo nascosto dietro i suoi elementi inferiori come l'Unione Europea e la governance locale.

Quello che è pianificato comporterebbe chiaramente un impressionante calo della popolazione terrestre ed è infatti ciò che l'Agenda 21 impone con il suo Sviluppo Sostenibile e la sua Biodiversità.

Tratto dall'ultimo libro del 2013 di David Icke: «The Perception Deception»