lunedì 15 gennaio 2018

Lo Scontro Titanico in Atto tra il Buio e la Luce


Alexei Steele

Sebirblu, 14 gennaio 2018

La contrapposizione cui stiamo assistendo oggi in tutti i campi: sociale, politico, religioso ed ambientale ‒ solo per citarne alcuni ‒ descritta molto bene dal personaggio che ora presenterò, è soltanto la punta microscopica di un iceberg immaginario che pochissimi Esseri umani percepiscono nella sua immensa portata decisiva per questi tempi apocalittici.

Paul Solomon (1939-1992) nacque a Rogers, nell'Arkansas (USA). Riceveva le sue informazioni profetiche mentre era in uno stato di trance autoindotto usando le stesse tecniche di Edgar Cayce.

Era un predicatore battista come tutta la sua famiglia d'altronde: il nonno, il padre e lo zio ne erano stati anch'essi ferventi divulgatori.

Rinunciò al suo nome anagrafico di William Dove quando si allontanò dall'immagine convenzionale di uomo di chiesa.

Il suo aspetto fisico era quello di un profeta del Vecchio Testamento: capelli candidi, lunga barba grigia ed occhi gentili. La sua presenza era affascinante e fu un eccellente oratore, particolarmente popolare in Inghilterra, Australia e Giappone.

Nel 1972 fondò la Fratellanza della Luce Interiore a Virginia Beach, una chiesa interconfessionale che esplora gli aspetti di verità comuni a tutte le religioni.

Anche se fu ricevuto da re e regine, da primi ministri e capi di stato in ogni angolo della Terra, Paul Solomon ha offerto la sua vita al servizio dell'umanità, specialmente dei poveri, degli oppressi e dei perseguitati.

Rimase inflessibilmente fedele ai principi di giustizia eterna che sono le immutabili Leggi di Dio.

Appena una settimana prima del suo decesso, rimase seriamente ferito mentre, in Thailandia (guarda caso!), cercava di liberare dalla schiavitù una bambina di 11 anni. Per la sua opera in favore di tali bimbi oppressi, nel 1993 venne candidato al Premio Nobel per la Pace.

Nel gennaio 1991, poco dopo lo scoppio della "Guerra del Golfo (Desert Storm)" in Medio Oriente, alcuni suoi discepoli gli chiesero di esprimere una sua lettura sul significato di tale conflitto nell'àmbito della profetizzata battaglia di Armageddon:


Paul Solomon

«Sì – disse – là si sono raccolti i testimoni sulle forze della Creazione e della Vita su questo pianeta. Voi li avete chiamati ed essi si sono riuniti...

E noi cominceremo col valutare le scritture, citando la Legge ermetica affermante "come sopra, così sotto" ‒ che menziono ‒ perché l'ultimo scontro apocalittico a cui vi riferite è un confronto fra Luce e Tenebra, non confinato nemmeno a questo pianeta, ma esteso all'intero sistema solare, in cui mentre lo stesso Sole è una cattedrale di Luce, la Terra è soltanto una "mangiatoia".

In questa prospettiva, sappiate che le Forze spirituali della Luce combattenti l'Oscurità sono molto più grandi di quello che potete vedere, e più significative di una lotta fra armate, comunque potenti, disposte l'una contro l'altra sul piano materiale.

Perciò vi dico che quanto avviene nell'invisibile, cioè sopra, si riflette anche sotto, a livello fisico. E considerando ciò, rispondo con un sicuro SÌ: questa è la fase iniziale della guerra di Armageddon che si mostra all'ombra del Reale, perché quello che accade nei Cieli assume sulla Terra la forma di uno scontro fra uomini.

Quindi, per rispondere alla vostra domanda, quello che vedete ora davanti a voi è il riflesso fisico di un'aspra contesa spirituale iniziata nel momento della comparsa del Cristo come Gesù di Nazareth e proseguita, senza soste, anche dopo la Sua Ascensione al Cielo. (cfr. QUI).

Egli disse infatti: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.» (Mt. 10,34).

Tuttavia, sebbene sia confermato che l'allineamento delle forze antagoniste in quel luogo del Medio Oriente si siano riunite anche in altra dimensione intorno alle pianure di Megiddo, controparte fisica del conflitto celeste, voglio accuratamente sottolineare che questa è solo la manifestazione più piccola di tale guerra.

Un'offensiva molto maggiore sta infuriando, molto più pericolosa, ed è quella dell'uomo contro il pianeta che lo ospita, la Madre. Assai più grave è l'uso della volontà umana per imporsi sulla natura e manipolarla per i suoi scopi (come QUI), invece che armonizzarsi con le forze della crescita, espressione sublime di Colui che Vive.




Di gran lunga più grave dello spiegamento dei cannoni e dei carri armati è l'alterazione della coscienza individuale dell'essere che tenta di manomettere il mondo che lo circonda, ritenendo di poter controllare il proprio destino meglio di quanto potrebbe fare il suo Signore, il suo Dio.

E quando, per la sua personale indole egoistica, egli cerca di controllare il tempo, il clima e gli equilibri naturali (come QUI), alterando la superficie del pianeta e i suoi frutti, sino ad essere coinvolto nello scontro con le Forze dei Cieli, allora l'umanità non è più un ospite sulla Madre Terra, ma un parassita nel suo corpo.

Questa è una guerra molto più grande di quella combattuta da despoti meschini o da un'incerta alleanza di nazioni ipocrite. (Cfr. QUI).

Perciò il combattimento con missili e cannoni è soltanto un piccola parte, anche se in realtà è uno squillo di tromba annunciante l'avvio di un'azione orchestrata (cfr. QUI) come Armagheddon a livello fisico.

Un grande Maestro disse: "Quello che osservate nel mondo è simile al movimento delle foglie sugli alberi... ma quello che non vedete è il vento che le muove."

Di conseguenza, quando guardate un campo di battaglia, è come se scorgeste lo spostamento delle foglie, perché la vera lotta è nell'invisibile... ossia in una dimensione  più  sottile,  in Cielo,  come  dentro di voi,  fra di voi  e  intorno a voi...

Così vedrete quelli che vengono chiamati fenomeni stellari, come se le stelle fossero cadute, la Luna si mostrasse "coperta di sangue", e la Terra apparisse rinnovata avvolta da un mantello luminoso, splendente per riunirsi al Sole.

Queste cose possono risultare difficili da realizzare, da comprendere, e possono persino essere spaventose se approfondite le loro implicazioni.

Ma avverrà che come risultato della guerra ora cominciata, alla quale se ne aggiungeranno altre, il pianeta diventerà così destabilizzato che in pratica ogni montagna, ogni valle ed ogni mare saranno letteralmente sconvolti nella loro struttura geografica. I terremoti, profetizzati sin dal principio del tempo, cambieranno  la  morfologia  della  Terra.

Tutto questo non è altro che l'inizio dei dolori per la nascita di un nuovo Eden sull'intero pianeta, e allora voi saprete che l'umanità non vi sarebbe mai comparsa se tale mondo non fosse stato in grado di soddisfare ogni sua necessità di sopravvivenza.


"Ritorno all'Eden" di Dale Terbush

E così esso sarà rinnovellato ancora, quando ogni cosa falsa e manipolata verrà distrutta e l'uomo vivrà nell'armonia senza più l'incubo di guerre micidiali e conflitti orrendi.

Ma prima, purtroppo, l'Anticristo che è l'assoluta incarnazione delle Tenebre apparirà come angelo di luce (II Corinti 11,14) e molti, fra voi, saranno confusi perché si mostrerà come unico "salvatore" in grado di mettere ordine e pace, là dove tutti gli altri avranno fallito.

Non lasciatevi perciò sedurre da tale fin troppo ovvia figura maligna, perché dietro la sua smodata ambizione, rivestita di umiltà fittizia ed indulgente bonomìa, si nasconde un pericolo mortale per l'intero genere umano. (Cfr. QUI, QUI e QUI).

Ricordatevi sempre che egli è molto più intelligente di voi!»

Brano tratto dal libro di Tom Kay: "Quando passa la Cometa".

Post Scriptum

E a proposito di scontro fra Luce e Buio, espongo le notizie dell'ultimo minuto sulla vergognosa e continua persecuzione contro Don Minutella, messa in atto da questa Neo-Chiesa modernista e rinnegata.

(I post che lo riguardano sono QUI QUI, ma consiglio di leggere anche QUI, per confrontare ciò che scrive un altro sacerdote sul baratro in cui è piombata la Chiesa oggi. Per ulteriori approfondimenti, cliccare sulle Etichette 'Bergoglio' e 'Profezie').

Ecco i tre ultimi video di questo coraggioso ex-parroco, mentre gli altri si possono trovare su "Radio Domina Nostra".









Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

giovedì 11 gennaio 2018

Come prepararsi all'Ascensione: "La Corbeille"


Val di Funes - Dolomiti

Sebirblu, 11 gennaio 2018

Il messaggio che segue e che ripropongo all'attenzione poco dopo un lustro, vuole essere un esempio di cosa vuol dire veramente "Alta Spiritualità Ultrafànica". Esso proviene da una Guida molto speciale che ci accompagna e ci ammaestra ormai da 42 anni.

Si tratta di un Entéle (vedere post scriptum) che vibra nelle Biòtesi più elevate, nei piani dell'Immortalità  e che trasmette, per chi ha le orecchie d'Anima veramente aperte, le sublimi note dello Spirito.

Esse si ergono maestose al di sopra dei miasmi di alcune pseudo-canalizzazioni, impregnate  soltanto  del  più  basso  materialismo  che  facendo  leva  purtroppo sugli sprovveduti ricercatori,  i quali però necessitano di queste esperienze per discernere, li portano fuori strada.

Queste note celestiali elevano le Coscienze e donano l'unità di misura per valutare, se realmente ci si vuole evolvere e comprendere, quale sia l'Unico, Autentico e Sacro Sentiero che porta alla Vetta, di nuovo nel Seno dell'Eterno.

Se invece si vuole perdere del tempo prezioso, che poi è il gioco delle forze oscure, allora ci si accomodi ad indugiare nei bassifondi dello spirito, da cui poi, sarà molto più penoso, perché deludente, risalire. Chi ha orecchie per intendere intenda!!!




La Corbeille

Io vi saluto.

Faccio seguito al discorso iniziato prima dal mio "Canale", quando parlava di Carità verso tutti i Fratelli che vi sono vicini, quindi del vostro prossimo.

Carità vuol dire manifestazione del cuore, significa espansione del vostro organo vitale in emanazione verso i Fratelli che soffrono e che possono venire aiutati dalla vostra emissione.

Carità vuol dire Amore perché l’effusione del vostro cuore, in donazione, diventa Amore, diventa soccorso. Tutto quello che avrete donato riceverete e nello Scrigno celeste troverete tutto quello che avrete dato sulla Terra.

Ogni volta che la vostra proiezione d’Amore, di pensiero e di azione, nei confronti di altri Fratelli, sarà veramente altruista, senza nessuna ricompensa, né gratifica, allora sì che vi farà ricchi, di una ricchezza che non potrà mai avere fine.

Ecco un sistema immediato per depositare ricchezze nella Banca Celeste dove, come Gesù dice: "Non c’è ruggine, non c’è tignola, non ci sono ladri." (Mt. 6,19-21), dove il vostro tesoro resta intatto, incorruttibile e aumenta sempre di più, centuplicato dal Padre che è la Ricchezza Eterna!

Se questa condizione fosse sentita da tutta l’Umanità, allora non ci sarebbero guerre, né omicidi, egoismi e brutture, perché ognuno di voi, facente parte del genere umano, avrebbe donato tutto agli altri.

È naturale che se ciascuno donasse tutto se stesso agli altri e questi facessero la medesima cosa, ci sarebbe uno scambio mutuo fra tutti i popoli della Terra!

La pace regnerebbe all'insegna di Gesù il Cristo e ognuno si troverebbe in una posizione serena e tranquilla, e il Cammino spirituale risulterebbe più spedito.




Questo Cammino però viene bloccato dai vari egoismi e interessi personali.

Voi umani siete soliti dire: "Mors tua, vita mea" (morte tua, vita mia); vi sentite staccati da chi soffre, da chi muore, da chi langue in un letto d’ospedale perché in quel momento trovate una differenza nello star bene, nel godere ottima salute… e nel confronto, vi sentite una forza che, stoltamente credete, non dovrà mai finire.

Ma tutte le situazioni umane, quando la Legge impone, potrebbero mutare e allora i moribondi salterebbero su con vigoria giovanile e chi si fosse sentito in forma potrebbe cadere giù affranto e dolorante. Ma questo è un pensiero che non vi tocca!

Quando il fratello soffre, in quel momento stesso voi non soffrite, e non solo non soffrite, ma vi compiacete del vostro star bene, della vostra opulenza o ricchezza dimenticando ogni condizione degradante, abbietta, misera all’occhio del mondo, come se fosse qualcosa di estraneo a voi, come se un privilegio vi avesse coperto di un manto dal quale non dovreste uscire più.

Qual è la Realtà? Analizzate quanta stoltizia nella mente umana, quanta grettezza di pensiero, quanta chiusura e aridità di cuore!

Io parlo generalmente per la massa involuta che copre il vostro Pianeta, non parlo di voi, perché ognuno di voi sa in quale posizione di coscienza e in quale scalino evolutivo si trova e sa anche come fare per poter ascendere sempre di più.

Ora, voi che siete dei chiamati, cercate di essere degli eletti! Tutti voi siete stati chiamati ripetutamente! Dico ripetutamente dal Padre che vi ha messo alla prova, e vi mette alla prova di continuo affinché il vostro piede prenda forza e salga lo scalino! 

Piuttosto che inciampare e rotolare giù nell'abisso, Egli vi chiama e vi dice: "Questo è il momento ascendi!"

Il Padre mostra agli occhi di tutti i chiamati esempi di Santi, esempi di uomini che hanno saputo, con la saggezza dei vecchi, operare mettendo la vigoria dei giovani.

Ma quando un Fratello chiamato e richiamato non ascolta, si tappa le orecchie… è come voler dire al Divino Genitore: "Non mi chiamare in questo momento… ho da fare, non ho tempo! voglio seguire le strade del mondo, Tu non mi alletti Padre, Tu non mi commuovi, Tu non mi addolcisci!"

È come disconoscere, come rinnegare la figliolanza, come ripudiare il Padre Celeste mettendolo fuori dal vostro sentire.


Il Tradimento di Pietro - Carl Heinrich Bloch - Copenaghen 1838 - 1890

Anime care, questa è bestemmia, è bestemmia perché la vostra Conoscenza non vi permette di bestemmiare! Siate clementi però con chi bestemmia nell'ignoranza; siate comprensivi per chi si agita per le strade del mondo e non conosce la Strada che porta a Dio; siate indulgenti con chi non sa… Gesù stesso chiese al Padre di perdonare quelli che non sapevano e che non sanno.

Ma se voi sapete che gli altri non sanno… sapete di sapere! Questo è il grave! Allora, il discorso è molto chiaro, se sapete di sapere, diventate responsabili perché, come già vi dissi: "Non si possono servire due padroni". (Mt. 6,24).

Adesso vi ripeto che la Via Maestra è quella della Rinuncia, dell'Altruismo, della Sofferenza che dà Gioia se accettata con Fede, con Sopportazione e con autentica presa di Coscienza. È la Madre dilettissima, Maria, che sicuramente vi illumina il Cammino!

Seguite le orme incancellabili dell'Esempio del Cristo che ha lasciato per voi tutti nel tempo, e certamente entrerete nella Porta Argentea che si schiuderà al vostro passaggio.

Quando avrete messo a punto tutti i requisiti, il Signore vi accomunerà in una fusione meravigliosa, in un abbraccio solo. Così entrerete nell'Unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. (Potenza, Amore, Sapienza; cfr. QUI; ndr).

Quando gli alunni seguono un corso di lezioni per tutto un anno, arrivano poi all'esame finale, chiamato anche prova.

La prova dunque non è altro che il risultato di un anno di studi. Ogni giorno l'allievo mette un fiore nel suo cesto. Ogni conoscenza è un fiore delicato che viene riposto nello stesso. Quando il tempo sarà trascorso ci sarà la verifica e ogni allievo porterà la sua Corbeille piena di splendidi fiori.

Ma se durante l’anno scolastico, l'allievo coglie soltanto qualche fiore raramente, all'esame finale, si troverà col cesto semi vuoto e il risultato, senza dubbio, non potrà essere dei migliori.

Siate degli allievi che giornalmente attraverso l’insegnamento e l’Ammaestramento possano cogliere i fiori profumati della saggezza, della bontà, dell’amore, della misericordia, della carità, dell’umiltà, della donazione, della fratellanza, della partecipazione, della compartecipazione, della sopportazione, della sofferenza, del dolore, delle amarezze.

Tutto ciò agli occhi del Padre diverrà un florilegio splendido e olezzante, che voi e tutta l'Umanità, alla fine del corso dovrete portare e offrire.

Ma se nel cesto, durante il Cammino, per vostra insipienza, metterete tra i fiori profumati un'assafetida, questa, alla fine dell'anno, maleodorante, invaliderà la prova. Quel fiore puzzolente annullerà tutte le altre delicate fragranze di umili violette, di rose, di gigli e il vostro esame non avrà buon fine… non avrà un buon esito.  (Sui Vizi leggere QUI e QUI;  sul Male e le sue azioni invisibili QUI e QUI).

Questo paragone è molto semplice, molto comprensibile.

Siate coscienti che, durante il giorno, dovete mettere qualcosa nel vostro cesto! Un fiore al giorno dovete metterlo! Se non uno, due, tre… È un obbligo!!!

Il movimento di raccogliere il fiore e di porlo nel cesto è automatico, ma se non avete il discernimento per cogliere quello giusto, rischiate di portarne uno pieno di erbacce maleodoranti! Sappiate scegliere i fiori giusti! Solo quelli saranno graditi al Signore.

Il percorso della vita vi porta a questa analisi continua, alla ricerca dei fiori preferiti dall'Eterno; solo così potrete essere bene accetti ed entrare nell'Armonia.

Se invece il vostro odorato difetta, potreste raggruppare per una vita, dei fiori ributtanti di cui non sentite il lezzo ma che vi rivelerà di avere sprecato un’esistenza.

La Luce dello Spirito vi guidi per una scelta illuminata e responsabile, in modo che possiate preparare la vostra più accurata e preziosa Corbeille al Padre Celeste.

Vi abbraccio caramente e vi saluto,

Salve.


Post Scriptum

Si chiama entélica l'Anima che ha raggiunto nel suo Cammino la sesta e la settima Biòtesi, ossia gli Ambienti dell'Immortalità, intesi come cessazione del moto reincarnativo.

L'Entéle ha pure ristabilito in sé, nella Monade, i due termini del Binomio d'Anima o Fiamme Gemelle (cfr. QUI e QUI), in modo che la Scintilla Divina fatta potente e splendente nella sua interezza, irradi Sapere, Intelligenza, Energia che riceve dal Centro-Vita, dalla Potenza dell'Eterno, e la ritrasmetta agli Esseri Tutti, al Creato, alle Anime in evoluzione nelle Biòtesi e agli Umani viventi sul pianeta Terra.

Dagli Entéli si diparte la Vita dei Regni: animale, vegetale, minerale, mentre da Dio si diparte la Vita umana.

L'Entelechìa è la scienza che studia e diffonde tra gli Esseri il Sapere degli Entéli.

Si  tratta  di  un  Sapere  di  natura  Superiore  ad  ogni  scibile  umano  e  giunge  da Entità, cioè da Essenze disincarnate le quali abitano i Piani elevati delle Biòtesi "Conoscenza e Sapienza" (Cfr. QUI, QUI, QUI e QUI), dimensioni alimentate direttamente dalle vibrazioni pensative provenienti dal Centro-Vita.

Tale Sapere differisce grandemente da quello umano, in quanto questo è frutto di cognizioni acquisite per scelte individuali e per tendenza, attraverso lo studio, mentre il Sapere entélico, recepito oltre limite (nell'Infinito) con la purezza, l'umiltà e l'ottemperanza alla Legge d'Amore, è un Sapere ricevente e riflettente Luce Divina e Verità Assolute. (È chiamato anche ULTRAFANÌA; ved. QUI).

All'Entelechìa è affidato l'ammaestramento di coloro che sono chiamati a diffondere la Legge del Cristo, e che appunto per questo è insegnamento superiore.

N o t a

Ai 'ricercatori' seri consiglio di visitare il sito ilsoffioultrafànico.net approntato nel mio àmbito anche se, purtroppo, non è stato più aggiornato da qualche anno; inoltre invito a cliccare sulle 'Etichette' i riferimenti a: 'La Guida entelica e L'Entele Maestro' (da cui rispettivamente provengono i due insegnamenti soprastanti) e 'La Voce', per avere un  indirizzo sicuro  del quale,  al momento debito,  si renderanno conto.

Sebirblu.blogspot.it

lunedì 8 gennaio 2018

Dalla Confederazione dei Pianeti Uniti all'Umanità!




Sebirblu, 7 gennaio 2018

Con tutte le riserve che ormai si possono avere sui vari comunicati dallo spazio diffusi sul web, pubblico questo, recentissimo, perché proveniente da una fonte che da anni stimo ed apprezzo per la profonda spiritualità del suo portavoce, Giuliano Falciani, conferenziere e fondatore dell'Associazione Saras, tra l'altro molto vicino all'opera divulgativa del contattista Eugenio Siragusa.

La follia umana non cessa di stupire

14 Dicembre 2017 ore 15,34

«'Zar' la bomba atomica più potente della storia umana esposta in questi giorni a Mosca è tremila volte più potente di quella sganciata su Hiroshima...»

«Allarme nucleare in Europa a causa di una nube radioattiva fuoriuscita da una centrale atomica russa; la radioattività è ben 986 volte oltre la norma...»

Ci rivolgiamo ad ogni singolo uomo e singola donna del pianeta Terra affinché siano consapevoli di quanto accade. (Importantissimo approfondimento anche QUI).

Gli inviati riferiscono alle nostre comunità scientifiche che la rinnovata apprensione dei Guardiani Celesti riguardo alla vostra mai cessata attività nucleare è fondata.

Malgrado i continui avvertimenti sulla malefica arte atomica da voi esercitata, proseguite imperterriti a costruire armi sempre più sofisticate e potenti, in grado di distruggere per sempre la vita su questo pianeta che la Celeste Grazia vi affidò per favorire la sua stessa evoluzione cosmica.

Se aveste ascoltato i consigli trasmessi ai nostri operatori in missione sul vostro pianeta, molte disgrazie che oggi vi affliggono si sarebbero potute evitare.




L'intero pianeta è nella morsa nucleare, ogni attività vitale è compromessa in modo molto serio da questa energia disgregatrice che continua a mietere vittime su vittime, a causa:

– delle innumerevoli scorie prodotte;

– dei numerosi incidenti, più o meno noti, nelle centrali atomiche che accadono sempre più frequentemente;

– della manipolazione di materie radioattive come l'uranio utilizzato nelle sofisticate armi da combattimento;

– degli esperimenti nucleari che ancora si compiono sul vostro mondo.

L'ecosistema è irrimediabilmente compromesso per diverse generazioni. L'energia della morte avanza penetrando nel vostro contesto vitale attraverso l'aria che respirate, l'acqua che bevete e il cibo che quotidianamente  assumete  per  alimentare la  vostra  natura  biologica.

Anche se la genetica tenta di risolvere i problemi dovuti all'inquinamento di ogni cosa, l'energia vitale del vostro corpo subisce tremende sollecitazioni negative che, di conseguenza, portano alla comparsa di nuove ed inguaribili malattie.

Quando non è il nucleare a farvi ammalare sono i pesticidi e i numerosi veleni che irresponsabilmente vengono sparsi ed irrorati su tutto il globo. Di questo dovete necessariamente prenderne atto!

Sul vostro pianeta gli elementi che originariamente portavano la vita oggi portano la morte e ciò è dovuto all'ignoranza e all'insano ed assurdo egoismo manifestato dalle multinazionali della morte che agiscono indisturbate, con lecita approvazione dei governi mondiali.  Anche di questo dovreste al più presto prenderne atto!




Vi avevamo avvertiti e continuiamo a farlo con la speranza che prevalga il buon senso. Abbiamo inviato emissari che hanno fatto di tutto per illuminare il vostro pensiero e il vostro cuore, ma malgrado la nostra buona volontà, l'opera dei nostri Osservatori celesti nel mondo è sempre stata ostacolata e vessata dall'azione di uomini asserviti al male dilagante che, come non mai in questo tempo, condiziona negativamente la scienza, la religione, la politica e l'economia mondiale, conducendo le masse verso un appiattimento ed una disgregazione dei sublimi valori dell'esistenza.

In tempi per voi non sospetti vi avevamo anticipato visioni deleterie e funeste che avrebbero potuto manifestarsi sul vostro pianeta a causa delle vostre stolte ed irresponsabili azioni.

Tutto quello che ora accade sul vostro globo mostra quanto la nostra stima, per il decadimento progressivo della vita in tutti i suoi aspetti, sia stata veritiera e fondata.

Il  nostro  intervento  mirante  alla  stabilità  e  al  riequilibrio  delle  forze  planetarie  non è più possibile a causa del processo degenerativo psichico-energetico-fisico da voi creato, ora divenuto irreversibile.

Avete ricevuto molte offerte e avuto innumerevoli opportunità per mettere le cose al loro giusto posto, ma come sempre e da sempre, non avete voluto ascoltare! Adesso nulla può più essere evitato poiché l'Universo domanda giustizia per il vostro pianeta e per tutte le creature partorite dal suo amore infinito.

L'orgoglio che mai avete ammansito, vi guida prepotentemente verso l'egoistico desiderio  di  supremazia,  conquista,  asservimento,  odio  e  prevaricazione.

Questo venefico attributo vi differenzia dai popoli delle stelle e vi porta ad esporre i frutti della vostra dissennata umanità, della vostra tecnologia bellica mirante alla disgregazione degli equilibri cosmici stabiliti dal Creatore per il bene e il progresso della sua stessa Creazione.




È bene non dimenticare che i danni della vostra opera influenzano negativamente l'intera compagine che ospita la vostra temporanea esistenza, pertanto, per legge di risonanza, molto presto vivrete gli effetti creati dalle vostre azioni.

A differenza di voi, nei nostri mondi non esponiamo strumenti di morte e distruzione bensì strumenti di bene e di progresso scientifico-spirituale, capaci di suscitare in ogni Essere il desiderio di partecipare positivamente allo sviluppo e all'evoluzione della vita in ogni settore del Cosmo.

Sappiate uomini e donne del pianeta Terra che malgrado il comportamento dei più non sia positivo, noi non smettiamo di manifestare la nostra evoluzione, amandovi immensamente.

Conosciamo molto bene il vostro mondo, apparteniamo alla Confederazione dei pianeti evoluti, siamo messaggeri cosmici, che migliaia di anni fa giunsero sulla Terra e presero contatto con alcune delle vostre civiltà per donare loro informazioni preziose  sulla  logica  dell'UNO,  sulla vita e sull'evoluzione universale.

Voi siete parte integrante del Tutto, dell'Unica Coscienza, di ciò che comunemente definite Galassia, Dio. Non siete separati da essa, in essa avete vita, evoluzione, morte e rinascita. Esistete per compiere un servizio all'Unico Creatore per il fine evolutivo dell'intero Universo.

Confidiamo in una sana e giusta presa di coscienza da parte di tutti i vostri governanti e da parte di ogni uomo e donna che abita questo meraviglioso pianeta, creato dal sublime soffio dell'Eterno per la pace, la prosperità, il progresso fisico e spirituale, nonché per l'eterna felicità della Famiglia Umana.

Pace sulla Terra e pace a tutti gli uomini di buona volontà. Dalle Sfere Celesti giunga a voi la nostra benedizione e il nostro incondizionato Amore. (Cfr. anche QUI, per il piano di evacuazione dal nostro pianeta; ndr).




Dalla Confederazione dei pianeti evoluti ai Fratelli del pianeta Terra.

Relazione e cura: Sebirblu.blogspot.it

mercoledì 3 gennaio 2018

M. Valtorta: Ecco le Parole di Gesù sull'Epifania


Jon  McNaughton 

Sebirblu, 3 gennaio 2018

Inizio il primo post dell'anno pubblicando ciò che il Cristo ha dettato a Maria Valtorta sulla Sua Manifestazione (divina) o Epifanìa, e conseguente adorazione di tutto il Creato, iniziando da quella degli animali, poi dei pastori, ed infine dei potenti della Terra, come esaurientemente esposto QUI, in un'approfondita visuale esoterica.




Dice Gesù:

[...] «La Luce era venuta nel mondo. E non bastava la grotta meschina, non la limitata campagna di Betlemme a contenerla. La Luce si sparse ad oriente e ad occidente, ad aquilone e a meridione. Non ai gozzovigliatori parlò col suo apparire, non disse parole ai gaudenti col suo vibrare.

Parlò a coloro che, puri di cuore e anelanti alla Verità, umiliavano la loro mente coltissima ai piedi di Dio e si sentivano atomi davanti alla sua Santità.

Ai potenti che della potenza si facevano strumento di spirituali conquiste si mostrò la Luce, e li chiamò ad adorarla con uno sfavillìo che riempì i quattro punti del firmamento.

Ai potenti, perché Dio è venuto per santificare i Potenti dopo i Lavoratori e la Famiglia, e coi potenti la Scienza.

Ma non ai potenti malvagi e agli scienziati atei si manifesta Iddio e li copre di benedizioni, ma a coloro che del dono della potenza e della scienza si fanno un mezzo di elevazione soprannaturale, non di sopraffazione o di negazione.

Dio è Re anche dei re e Dio è Maestro anche dei maestri. La Luce trovò molti maestri sulla Terra, ma solo ai maestri desiderosi di Dio la Luce divenne richiamo.

È sempre così. La Grazia opera là dove è desiderio di possederla e tanto più opera, sino a divenire Parola e Presenza, quanto più è vivo il desiderio del possesso e d'esser posseduti.

Davanti al Re dei re, guidati dall'unica cosa che è degna di esser traccia a Dio ‒ la luce ‒ vennero dalle remote contrade i potenti, primo scaglione degli innumeri che nei secoli dei secoli avrebbero intrapreso la mistica marcia per andare verso Dio.




Non ai potenti di Palestina, non a coloro che si credevano depositari dei segreti e dei decreti di Dio ‒ e avevano reso incomprensibili, per loro, tali decreti e segreti, perché non era santità in loro, e i segni del Cielo e le parole del Libro erano semplici meteore e semplici parole senza più significato soprannaturale ‒ ma ai lontani.

Ero venuto Luce nel mondo. Luce per il mondo. Luce al mondo. Chiamavo il mondo alla Luce. Tutto il mondo.

E lo chiamo. Lo chiamo da venti secoli, senza soste. Sulle vostre tenebre non cesso di fare risplendere la mia Luce. Se sapeste innalzarvi oltre la barriera di caligine che avete sparsa sul mondo, vedreste il Sole divino sempre sfolgorante e benigno sugli uomini, su tutti gli uomini.

Né è da stupirsi se vi precedono ormai quelli che sono i più lontani da Roma cattolica. Gaspare, Melchiorre, Baldassarre, da tre punti della Terra sul paziente dorso dei cammelli vennero alla Luce del mondo, non vista dai compatrioti del Figlio di Maria. Africani, asiatici, australi vengono alla Croce che voi avete respinta. E vi sorpasseranno.

Nell'ultimo giorno, quando il tempo e gli uomini saranno illuminati in ogni punto e lato, si vedrà la ingrata lacuna lasciata da voi, cattolici da secoli, mentre gli altri: idolatri ed eretici, affascinati dal Cristo, Signore Santo, saranno affluiti con le loro anime fatte vergini dalla Grazia.

Quanti moti tenebrosi nel mondo civile! È la vostra vergogna e il vostro castigo. Mai avreste dovuto e mai dovreste permettere che la Luce data a voi per primi fosse da voi respinta e rinnegata.

Le tenebre vi uccidono e non le volete abbandonare. Da esse vengono, come gli odiosi animali della notte, tutti i mali che vi tormentano e si pascono del vostro sangue, del vostro tormento.

Non mi volete più. Non mi comprendete più. Non mi conoscete più. Neppure quelli della "Mia casa" mi conoscono più. Ed Io stento a conoscere loro, tanto li hanno imbruttiti le molte malattie della carne e della mente.» [...]

Da "I Quaderni del 1943, il 28 novembre




E ancora, da "I Quaderni del 1944, il 6 gennaio"

Gesù dice:

«Più e più volte vi ho detto, e ve lo dico una volta ancora oggi, giorno della manifestazione del Cristo, che quando Dio è con voi tutte le forze della Terra insieme unite sono come fumo che un vento gagliardo disperde.

La potenza non è nelle armi e nel numero degli armati. La Potenza è in quella parte che ha Dio con Sé. Dio è dove vi è onestà di vita, amore al Signore, giustizia di diritto.

Vano è sperare che Dio sia dove le colpe sorpassano quel limite che la Mia Misericordia ammette perché si ricorda d'esser stata Uomo e di avere subìto gli assalti  del  Nemico  vincendoli  perché  era  Uno  con la Volontà  del  Padre, la quale non vuole che l'uomo si perda ma vinca per salvarsi.

Dio non è dove in nome di una prepotenza ci si permette l'abuso e il sopruso. Dio non è dove non vi è amore per Lui, e amore non è dove è colpa di vita e anti-carità di prossimo.

Non mentite dicendo: "Io amo Dio, ma non posso amare il prossimo perché m'ha fatto questo e quello". No. Non amate.

Se vi foste nutriti di carità fino a farne carne e sangue vostri, non potreste distinguere e separare, e dall'amore eccelso donato a Dio passereste senza fratture all'amore santo donato al vostro prossimo.

Se la carità fosse viva in voi, coprirebbe come un manto divino le miserie dei fratelli e ve li farebbe apparire copie minori di Dio di cui sono figli come voi.

Se faceste della carità la vostra vita, sareste beati di amare chi vi disama, sapendo che in tal modo raggiungereste l'amore perfetto, il quale non agisce sperando ricompensa da chi lo riceve ma credendo con fede assoluta che il Buono tiene segnati i vostri affetti e ve ne fa ricchezze eterne che troverete al vostro entrare nel Regno.

E che ho fatto e che faccio Io verso di voi? Amo chi mi ama? No, amo con amore doloroso anche chi mi offende.




Vi ho amati prima che foste, pur conoscendo le offese che mi avreste fatte, e se verso chi Mi ama ho predilezioni celesti perché essi, i Miei amatori, sono il conforto del cuor Mio, per voi che Mi colpite ho sovrabbondanza di misericordia.

Come da fonte inesauribile spargo su voi l'onda dell'Amore per chiamarvi a Me, per salvarvi a Me, per darvi quella gioia che non potete che trovare in Me, sperando di penetrarvi ed ammollire la vostra durezza e farvi buoni, o figli che mi siete costati tanto e che non volete credere in Me.

Non ricusate la Mia mano che si tende verso di voi, che ha conosciuto lo spasimo d'esser trafitta ma che soffre molto di più per essere respinta che trafitta. Dolce la trafittura Mi sarebbe stata quando avessi saputo che da essa sarebbe venuta salvezza per voi.

Carezze le infinite ferite, baci le spine, abbraccio la croce, se il mio onniveggente pensiero avesse conosciuto che dal Mio Sacrificio fosse venuta redenzione a tutto l'umano genere. Ora, essa cade stanca per il suo peso di misericordia che non posso effondere.

L'oro me lo dànno le preghiere dei santi e l'incenso l'olocausto delle vittime, ma la mirra, l'amarissima mirra me la date voi che non m'amate e che Mi fate rigustare il calice del Getsemani e la spugna del Calvario col vostro disamore. Preziosissimo l'oro e l'incenso deposto ai Miei piedi, i quali sono corsi volonterosi alla morte per voi.

Ma poco, poco, troppo poco rispetto ai mucchi di mirra di cui è ricoperta la Terra e dall'alto dei quali ride Satana schernendo Me che crede vinto dall'inutilità del Sacrificio. Ma vinto non sono. I vinti saranno sempre e solo i servi di Satana.

Io e i Miei salvati saremo i vittoriosi in eterno e dalla nostra pacifica, fulgida, eterna Gloria vedremo gli abbattuti dal Nome santo e terribile, che è il Mio, scomparire nella Morte eterna.

Figli che ancora Mi amate, non abbiate paura. Io Sono il Salvatore. E voi che senza odiarmi non sapete amare, scuotetevi, venite a Me. Vi chiamo intorno al Mio Segno.
Venite. Credete. Purificatevi, accendetevi, sperate.

Atterrate i vostri nemici spirituali e i nemici materiali con la spada dell'Amore.»




Post Scriptum

Consiglio tutti coloro che ancora non conoscono Maria Valtorta, di visionarne l'Opera poderosa QUI, e leggere la magnifica visione da lei avuta sulla visita dei Tre Saggi d'Oriente al Bimbo Divino, con successivo commento di Gesù, QUI.

Relazione e cura: Sebirblu.blogspot.it

sabato 30 dicembre 2017

Magico! "AMI ‒ Un Amico dalle Stelle" 3° e 4° cap.


Ron Dicianni

Sebirblu, 30 dicembre 2017

L'articolo che segue è la continuazione di quanto pubblicato QUI (dunque da rivisitare, necessariamente), perché la sua lettura rapida e affascinante, rivolta soprattutto ai bambini di nome e di fatto ‒ anche se adulti ‒ nasconde verità sorprendenti  sebbene  camuffate da  fiaba.

Ritengo sia corroborante per una rinnovata speranza al futuro in questo tempo sempre  più  minaccioso  per  l'intera  umanità.



"Quando i popoli e i regni si riuniranno insieme
per servire l'Amore" (Salmo 102,22)

"...e trasformeranno le loro spade in vomeri d'aratro
e le loro lance in falci
e non alzeranno più le spade gli uni contro gli altri
e non impareranno più l'arte della guerra." (Isaia 2,4)

"...e i miei eletti avranno in eredità la terra
e i miei servi abiteranno lì." (Isaia 65,9)


3. Non pre-occuparti

"Sai? Qui 'vicino', in un pianeta di Sirio, ci sono delle spiagge color viola... sono splendide. Se tu vedessi com'è un tramonto, con quei due soli giganteschi..."

"Viaggi alla velocità della luce?" La mia domanda gli sembrò comica.
"Se viaggiassi 'così piano' mi sarei fatto vecchio, prima di poter arrivare fin qui."
"Allora, a che velocità vai?"
"Noi di solito non 'viaggiamo', piuttosto ci 'dislochiamo'."
"Che?"
"Ci 'dislochiamo' semplicemente, appariamo nel luogo in cui vogliamo arrivare."
"Istantaneamente?!.."

"Beh, c'è da aspettare un pochino, gli strumenti di bordo devono effettuare calcoli complessi, ma da un lato all'altro della galassia impiegherei..." ‒ prese il suo calcolatore dal cinturone e fece dei conti ‒ "secondo il tuo criterio di tempo... mmm... un'ora e mezza, e da una galassia all'altra ci vorrebbero parecchie ore."

"Che forte! Come ci riesci?"
"Puoi spiegare ad un neonato perché due più due fa quattro?"
"No" ‒ risposi ‒ "e nemmeno io lo so."

"Neanch'io posso spiegarti cose che hanno a che vedere con la contrazione e la curvatura dello spazio-tempo... e non ce n'è bisogno... Osserva come scivolano quegli uccellini sulla sabbia, sembrano pattinare... che meraviglia!"

Ami stava contemplando degli uccelli che correvano in gruppo sulla spiaggia, raccogliendo del cibo che le onde avevano depositato sulla sabbia. Ricordai che era tardi.

"Devo andarmene... La mia nonnina..."
"Dorme ancora."
"Sono preoccupato."
"Preoccupato? Che stupidaggine!"
"Perché?"
"«Pre» significa 'prima di'. Io non mi 'pre-occupo', io mi 'occupo'."
"Non ti capisco, Ami."

"Non vivere immaginando problemi che non ci sono, né ci saranno. Godi il presente: si deve approfittare completamente della vita, cercando sempre la felicità, invece dell'angoscia. Quando si presenta un problema reale, allora occupatene."

"Credo che tu abbia ragione, ma..."

"Ti sembrerebbe giusto se fossimo preoccupati pensando che potrebbe venire un'ondata gigantesca ad ingoiarci? Sarebbe stupido non approfittare di questo momento, di questa notte così bella... Osserva quegli uccelli che corrono senza preoccuparsi... Perché  perdere  questo  momento  per  qualcosa  che  non  esiste?"

"Ma la mia nonnina esiste, però..."
"Sì, e non c'è nessun problema per lei... E questo momento, non esiste per te?"
"Sono preoccupato"
"Ah, Terrestre, Terrestre... Va bene, vediamo la tua nonnina."

Prese il suo apparecchio televisivo e cominciò a manovrarlo: sullo schermo apparve il sentiero che portava a casa mia.


Jim Warren

L'immagine avanzava fra gli alberi e le rocce del sentiero; tutto si presentava a colori e illuminato come se fosse giorno. Penetrammo attraverso la parete di casa, apparve la mia nonnina che dormiva profondamente nel suo letto: riuscivo persino a sentire il suo respiro.

Quell'apparecchio era incredibile!

"Dorme come un angioletto" commentò Ami ridendo.
"Non è un film?"
"No, questo è 'dal vivo e in diretta'... Andiamo in sala da pranzo."

La proiezione attraversò la parete della camera da letto ed apparve la sala da pranzo. Lì, c'era il tavolo con la tovaglia a grandi quadri e sul posto che di solito occupo io c'era un piatto coperto da un altro rovesciato.

"Questo sembra il mio «UFO»!" Scherzò Ami. "Vediamo che cosa c'è per cena..." ‒ fece qualcosa al suo strumento e il piatto superiore divenne trasparente come il vetro: apparve un pezzo di carne arrosto, con patate fritte e insalata di pomodoro.

"Puah!" ‒ esclamò Ami disgustato ‒ "Come potete mangiare un cadavere!..."
"Cadavere?"
"Cadavere di mucca... mucca morta. Un pezzo di vacca morta..."

Così come la prospettava, fece ribrezzo anche a me.

"Come funziona il congegno, dov'è la telecamera?" Chiesi molto interessato.
"Non c'è bisogno di telecamera: questo dispositivo mette a fuoco, seleziona, filtra, amplifica e proietta... semplice, no?"

Sembrava si stesse burlando di me.

"Perché si vede come se fosse giorno, mentre è notte?"
"Ci sono altre 'luci' che il tuo occhio non può vedere, questo apparecchio le capta."
"Che complicato!"
"Per niente! Questo aggeggio me lo sono costruito da solo..."
"Da solo?!"

"È estremamente obsoleto, ma ci sono affezionato; è un ricordo, un lavoro della scuola elementare..."

"Ma voi siete dei geni!"
"Naturalmente no. Sai fare la moltiplicazione?"
"Certo" risposi.

"Allora, tu sei un genio... per uno che non sa fare la moltiplicazione. Tutto è una questione di gradualità: una radio a transistor è un miracolo per un aborigeno delle foreste."


Tribù sconosciuta della foresta amazzonica che per la prima volta vede un velivolo.

"Hai ragione. Credi che un giorno potremo avere anche qui sulla Terra invenzioni come la tua?"

Diventò serio per la prima volta. Mi diede un'occhiata che denotava una certa tristezza e disse:

"Non lo so."
"Come non lo sai... Tu sai tutto!"
"Non tutto. II futuro non lo conosce nessuno... per fortuna."
"Perché dici 'per fortuna'?"

"Immagina... la vita non avrebbe alcun senso se si conoscesse il futuro. Ti piacerebbe sapere in anticipo il risultato della partita che stai vedendo?"

"No, mi dà fastidio, si perde tutta l'emozione" risposi.
"Ti piace ascoltare una barzelletta che conosci già?"
"Nemmeno...  mi annoia."
"Ti piacerebbe sapere che regalo riceverai per il tuo compleanno?"
"Questo meno ancora, si perde la sorpresa."

Mi sembrava piacevole il suo modo di insegnare, con esempi chiari.

"La vita perderebbe ogni attrattiva se si conoscesse l'avvenire. Uno può solamente calcolare le probabilità."

"Com'è questa cosa?"
"Per esempio, calcolare le possibilità che ha la Terra di salvarsi..."
"Salvarsi... salvarsi da che cosa?"

"Come da che cosa!... Non hai sentito parlare dell'inquinamento, delle guerre, delle bombe?"

"Ah, sì! Vuoi dirmi che anche qui siamo in pericolo, come nei mondi dei malvagi?"

"Ci sono molte probabilità. II rapporto fra Scienza e Amore è terribilmente inclinato dalla parte della Scienza, nel tuo pianeta: milioni di civiltà come questa si sono autodistrutte. 

Voi vi trovate in un punto critico della vostra evoluzione; sono momenti delicati, pericolosi... e quelli che detengono il potere non sanno dove stanno portando migliaia di milioni di anime..."

Mi spaventai. Non avevo pensato seriamente alla possibilità di una Terza Guerra mondiale o ad una catastrofe simile. Rimasi per un lungo momento a meditare.




All'improvviso mi venne un'idea meravigliosa, capace di risolvere tutti i mali di questo mondo:

"Fate voi qualcosa!"
"Qualcosa come?"

"Non so... far atterrare mille navi e dire ai presidenti che non facciano la guerra... qualcosa del genere."

Ami sorrise.

"Se facessimo una cosa come questa, innanzitutto ci sarebbero mille infarti cardiaci, proprio per colpa di quei film sugli invasori, che ci dipingono come se fossimo demoni malvagi e noi non siamo disumani, non possiamo provocare una cosa simile.

In secondo luogo, se dicessimo loro per esempio: «Trasformate le vostre armi in strumenti di lavoro», penserebbero trattarsi di un piano extraterrestre per indebolirli e poi dominare il pianeta. Terzo, supponiamo che arrivino a comprendere che noi siamo inoffensivi, comunque non abbandonerebbero le armi."

"Perché?"
"Perché avrebbero paura degli altri paesi: chi si disarmerà per primo?..."
"Ma devono avere fiducia..."

"I 'bambini' possono avere fiducia, gli 'adulti' no... e meno ancora quelli che dirigono le nazioni, e a ragione, perché certuni hanno voglia di dominare tutto quello che possono..."

Io ero veramente agitato. Continuai a cercare una soluzione per evitare la guerra e salvare l'umanità.

Dopo molto pensare, l'unica cosa che mi venne in mente fu che gli extraterrestri potevano assumere con la forza il potere sulla Terra, distruggere le bombe e obbligarci a vivere in pace: in definitiva, pochi infarti di alcune 'vecchiette' paurose non sarebbe stato niente, in confronto a tutto quello che si sarebbe potuto salvare. Glielo dissi.

Quando smise di ridere, affermò che io non riuscivo a smettere di ragionare da terrestre.

"Perché?"

"Con la forza... distruggere, obbligare... tutto questo è terrestre, tutto ciò è preistoria per noi. La libertà umana è qualcosa di sacro, tanto la nostra che quella altrui: proprio per questo «obbligare» non esiste nei nostri mondi, ogni persona è preziosa e degna di rispetto.

Agire con la forza e distruggere è violenza, parola che viene da «violare» e questa è una cosa completamente opposta al nostro spirito. E per finire, non possiamo, né vogliamo causare la morte di nessuno, anche se tu pensi che 'pochi infarti' non siano importanti..."




"Allora, voi non fate la guerra?"

Non avevo ancora finito di porre questa domanda, che mi sentii stupido per averla fatta.  Mi guardò con affetto e posandomi una mano sulla spalla disse:

"Noi non facciamo la guerra perché amiamo Dio."

La sua risposta mi sorprese molto. Io credevo in Dio... un poco, ma avevo nei Suoi confronti più paura che affetto; inoltre, ultimamente avevo dei dubbi, stavo arrivando a pensare che solo i religiosi credevano in Lui, e anche la gente senza tanta cultura, perché mio zio, che è fisico nucleare all'università, asserisce che "Dio ha ucciso l'intelligenza".

"Tuo zio è uno stupido" ‒ affermò Ami, dopo aver percepito i miei pensieri.
"Non mi sembra: è considerato uno degli uomini più intelligenti del Paese."

"E uno stupido" ‒ insistette Ami ‒ può una mela uccidere il melo? Può un'onda ammazzare il mare?..."

"Io pensavo che..."
"Ti sei sbagliato. Dio esiste."

Mi misi a pensare a Dio, un po' pentito per aver messo in dubbio la sua esistenza.

"Ehi, levagli la barba e la tunica!" Ami rideva perché aveva visto la mia immagine mentale di Dio.

"Allora... non ha la barba: Dio si rade?"

Il mio amico spaziale era divertito dalla mia confusione.

"Quello è un Dio troppo terrestre" ‒ commentò.
"Perché?"
"Perché ha l'aspetto di un terrestre."

Che cosa voleva dirmi, che Dio non ha un aspetto umano, ma quello di qualche razza extraterrestre? E se era così, allora... significava che gli extraterrestri non sono fisicamente simili a noi?

"Ma come?... Avevi detto che gli esseri umani di altri mondi non hanno forme strane o mostruose, inoltre, tu stesso sembri un terrestre..."

Ami, sorridendo prese un ramoscello e disegnò una figura umana sulla sabbia.

"Il modello umano, nei mondi come il tuo o il mio, è universale: testa, tronco ed estremità, ma ci sono delle piccole varianti in ognuno: altezza, colore della pelle, forma delle orecchie... piccole differenze. Ci sono anche qui, fra le diverse razze umane di questo pianeta."

"E vero... ma tu sembri un normale bambino di questo mondo..."

"Io sembro terrestre perché la gente dei mio pianeta assomiglia molto ai bambini della Terra, proprio per questo sono qui in missione, ma Dio non ha la faccia, né la forma di un uomo."

"Cosa?! Vuoi dire che Dio ha la faccia di un mostro?..."

Rise un po' e poi disse:

"No, Pierre, non è cosi. Vieni, andiamo a camminare."


Foto di Maurizio Pignotti

Cominciammo a percorrere il sentiero verso il paese. Posò il braccio sulla mia spalla e in quel momento sentii in lui il fratello che non avevo mai avuto.

Degli uccelli notturni passarono gracchiando in lontananza. Ami sembrò rallegrarsi per quei suoni, inspirò l'aria marina e disse:

"Dio non ha aspetto umano" ‒ il suo volto brillava nella notte, mentre parlava del Creatore   "Non ha nessuna forma, non è una persona come te e me: è un Essere infinito, pura Intelligenza creatrice... puro Amore."

"Ah!" Lo disse in modo così bello, che riuscì a commuovermi.
"Per questo l'Universo è così stupendo e buono... è meraviglioso."

Io pensai agli abitanti dei mondi primitivi che lui aveva nominato ed anche alla gente malvagia di questo stesso pianeta.

"E i cattivi?"
"Arriveranno ad essere buoni, un giorno..."

"Sarebbe stato meglio se fossero nati buoni fin dal principio, cosi non ci sarebbe niente di male da nessuna parte."

"Se non si conoscesse il male, come si potrebbe apprezzare il bene, come si potrebbe dargli il giusto valore?" chiese Ami.

"Non capisco bene."
"Non ti sembra meraviglioso poter guardare, vedere?"
"Non so, non ci ho mai pensato... credo di sì."

"Se tu fossi cieco dalla nascita e improvvisamente acquistassi la vista, allora ti sembrerebbe meraviglioso poter vedere..."

"Ah, sì!"

"È lo stesso per quelli che hanno vissuto esistenze dure, violente: quando si superano e  riescono a raggiungere  una  vita più umana,  l'apprezzano  come  nessun altro...  È  un po' noioso essere eternamente un angelo... invece è bello progredire, superarsi, imparare. Se non fosse mai notte, non potremmo apprezzare l'alba..."

Stavamo camminando sul sentiero illuminato dalla luna e fiancheggiato dagli alberi. Passammo per casa mia ed entrai in silenzio a cercare un maglione.

Vidi il piatto coperto che mi aspettava sopra la tavola: mi sentii potente perché sapevo già che cosa conteneva, senza bisogno di togliere il piatto superiore, ma mi venne un piccolo dubbio e diedi un'occhiata per sincerarmi: sì, era lo stesso che avevo visto attraverso il piccolo televisore del mio amico, ma non avevo ancora fame.

Tornai da Ami. Continuammo a camminare e a conversare, lui osservava tutto, mentre parlava. Ancora non apparivano le prime vie del paese, né le luci della illuminazione pubblica.

"Ti accorgi di quello che stai facendo?" mi chiese all'improvviso.
"No... che cosa?"
"Stai camminando, puoi camminare..."
"Ah, sì, certo... e che cosa c'è di straordinario?"

"Ci sono persone che sono state invalide e dopo mesi o addirittura anni di esercizi di riabilitazione riescono a camminare di nuovo: per loro sì, è straordinario poterlo fare e sono grati, lo apprezzano. Invece tu cammini senza accorgertene, senza trovare niente di speciale nel farlo..."

"Hai ragione, Ami. Tu mi dici molte cose nuove..."




4. La polizia!

Arrivammo alla prima strada illuminata dalla luce dei fanali; saranno state le undici di sera. Mi sembrava un'avventura passeggiare per il paese così tardi, ma mi sentivo protetto accanto ad Ami.

Mentre camminavamo, lui si fermava a guardare la luna tra le foglie degli alberi; a volte mi diceva di ascoltare il gracidio delle rane, il canto dei grilli notturni, il rumore della marea in lontananza. Si fermava ad aspirare il profumo dei pini, della corteccia degli alberi, della terra; ad osservare una casa che gli sembrava bella, una via o un angolo di strada.

"Guarda che belli quei lampioni... sono da dipingere... Osserva come la luce cade su quella pianta rampicante... E quei tetti che si stagliano contro le stelle... La vita deve essere goduta in modo sano, Pierre, cerca di prestare attenzione a tutto ciò che essa ti offre...

La meraviglia si trova in ogni istante... Cerca di sentire, di percepire, invece di pensare. Il senso profondo dell'esistenza si trova al di là del pensiero... Sai, Pierre, la vita è un racconto di fate divenuto realtà... è un dono bellissimo che Dio ti offre... perché ti ama..."

Le sue parole mi facevano vedere le cose da un nuovo punto di vista: mi sembrava impossibile che questo fosse il solito mondo, quello di tutti i giorni, al quale non prestavo mai attenzione... Ora mi accorgevo di vivere in un luogo simile al paradiso, senza averlo notato prima...

Arrivammo alla piazza del paesino. Alcuni giovani stavano sulla porta di una discoteca, altri chiacchieravano al centro della piazza. La località era tranquilla, specialmente adesso che la stagione estiva era arrivata alla fine.

Nessuno si accorgeva di noi, malgrado il vestito di Ami: forse pensavano che si trattasse di un'innocente mascherata...

Pensai a che cosa sarebbe accaduto se avessero saputo che tipo di bambino stava passeggiando da quelle parti: ci avrebbero circondati, sarebbero arrivati i giornalisti e la televisione...

"No, grazie" ‒ disse Ami leggendo nella mia mente ‒ "non voglio trasformarmi in un martire..."

Non compresi quello che voleva dire.

"Innanzitutto, mi metterebbero in carcere per essere entrato 'illegalmente'. Poi penserebbero che sono una spia e mi torturerebbero per ottenere informazioni... Dopo avermi spremuto come un limone, con metodi non certo amorosi, i medici vorrebbero dare un'occhiata all'interno del mio corpicino... No, grazie."

Ami rideva, mentre elencava le tragiche eventualità.

Ci sedemmo su una panca, in un luogo appartato. Io pensai che gli extraterrestri avrebbero dovuto mostrarsi poco a poco, perché la gente si abituasse a loro e poi avrebbero potuto presentarsi apertamente.




"Stiamo facendo qualcosa del genere, ma mostrarci apertamente... Ti ho già dato tre motivi per i quali non ci conviene farlo. Ora te ne darò un altro, il principale: è proibito dalle leggi."

"Da quali leggi?"

"Le leggi universali. Nel tuo mondo ci sono delle leggi, vero? Anche nei mondi evoluti ci sono delle norme generali che tutti devono rispettare; una di queste è non interferire nello sviluppo evolutivo dei mondi non evoluti."

"Non evoluti?"

"Noi chiamiamo non evoluti quei mondi che non vivono secondo il Principio Fondamentale dell'Universo."

"E che cosa significa tutto questo?"

"Che  tutti  i  mondi viventi  secondo  tale  Principio,  hanno  smesso  di  essere  divisi  da  frontiere,  hanno  un  solo  governo  e  condividono  tutto  quello  che  possiedono in fraternità, pace ed armonia. Ciò vuol dire vivere adeguandosi al Principio Fondamentale  dell'Universo;  così  è  un  mondo  evoluto."

"Non  capisco  bene.  Qual  è  questo  principio  del  fondamento... di  che  cosa?"
"Vedi? Non lo conosci" ‒ mi prendeva in giro ‒ "non sei evoluto."
"Ma io sono un bambino... Credo che gli adulti lo conoscano, gli scienziati, i presidenti..."

Ami rise di gusto.

"Adulti... scienziati... presidenti! Loro meno degli altri."
"Dirigono i paesi e non conoscono questo principio cosi importante?!"
"Beh, così vanno le cose nel tuo mondo, per questo non c'è molta felicità, in esso."

"Qual è questo principio?"
"Te lo dirò più avanti."
"Davvero?"

Mi entusiasmai al pensiero che avrei conosciuto qualcosa che quasi tutti ignorano.
"Se ti comporti bene" scherzò.
Cominciai a meditare su questo divieto di intromettersi nei pianeti non evoluti.

"Allora tu stai violando questa legge!..." ‒ dissi sorpreso.
"Bravo! Non ti è sfuggito questo particolare."

"Certo che no. Prima dici che è proibito intervenire e nonostante ciò, tu stai parlando con me... È intervenire... o no?"

"Questo non vuol dire interferire nello sviluppo evolutivo della Terra. Mostrarsi apertamente, fare comunicazione di massa lo sarebbe. E sai perché è proibito intromettersi?"

"Mi hai dato tre o quattro motivi, Ami."

"Ma non ti ho ancora detto il più importante: se lo facessimo, a parte i disastri che ti ho già nominato, accadrebbero le catastrofi più spaventose nella storia della Terra..."

Mi spaventai. "Che catastrofi, Ami?"

"Rendendosi conto dei sistemi economici, scientifici, sociali e religiosi che noi utilizziamo, la gente vorrebbe imitarci, tutti ci vedrebbero come l'esempio da seguire e perderebbero il rispetto per coloro che li dirigono e per i metodi che usano per organizzarsi.




Allora sarebbero svalutati tutti i poteri del mondo e questo metterebbe in pericolo l'equilibrio della tua civiltà. I potenti diventerebbero aggressivi rendendosi conto di perdere i loro privilegi... sarebbe un caos. Alla fine, dovremmo prendere noi il comando per cercare di mettere tutto in ordine."

Mi entusiasmai nel sentire questo. "Sarebbe splendido! Voi mettereste in ordine il nostro mondo!"

"Sarebbe un imbroglio, come se un altro facesse l'esame al posto dello studente. Ti piacerebbe che un altro alunno si sottoponesse al tuo esame sostenendolo per te?"

"No, perderei la soddisfazione di averlo guadagnato da solo."

"E se noi sistemassimo tutto qui, sarebbe l'intera umanità che perderebbe la legittima soddisfazione di risollevarsi con i suoi mezzi, non ti pare?"

"Mmm... hai ragione, non ci avevo pensato."

"Per tale motivo non possiamo intervenire al di là del lecito. Questo mio contatto con te fa parte di un «piano d'aiuto»."

"Spiegati meglio, per favore."

"II «piano di aiuto» è una specie di «medicina», che dobbiamo somministrare a piccole dosi, dolcemente, sottilmente... molto sottilmente..."

"Qual è questa medicina?"
"Informazione."
"Informazione... che informazione?"

"Ecco, le nostre navi hanno sempre fatto la ronda qui, fin dai tempi più remoti, ma è stato solo dopo la prima bomba atomica che vi abbiamo permesso di vederle. Questo è stato fatto perché teniate presente che non siete gli unici Esseri intelligenti dell'Universo e sospettiate che teniamo d'occhio le vostre scoperte belliche." 

"E perché fate questo?"

"Perché vogliamo che comprendiate che l'energia atomica è una cosa molto delicata, che  potrebbe  contaminare  perfino  altri  mondi  vicini  al  vostro. (Cfr. QUI; ndr). Tutto questo è informazione, Pierre. In seguito, abbiamo aumentato la frequenza degli avvistamenti; è  informazione  maggiore.


Test francese di una bomba nucleare

Più tardi permetteremo che ci riprendano con dei filmati. Contemporaneamente, stabiliamo piccoli contatti con alcune persone, come io sto facendo con te, e inviamo anche 'messaggi' telepaticamente.

Tali 'messaggi' sono nell'aria, come le onde radio, arrivano a tutte le persone, ma alcuni hanno 'recettori' adatti a percepirli, altri no. Tutto questo è informazione, aiuto."

"E poi apparirete davanti a tutto il mondo?"
"Quando vivrete come Dio comanda, se sarete promossi 'all'esame'. Non può essere prima."

"Peccato che non possiate intervenire per evitare la distruzione" dissi un po' triste.

Ami sorrise e guardò verso le stelle.

"Il nostro rispetto per la libertà altrui si basa sull'Amore, per questo dobbiamo permettervi di raggiungere il destino che meritate. L'evoluzione è una cosa molto delicata, non si può in alcun caso intervenire, possiamo solo 'suggerire' delle cose, molto sottilmente e attraverso persone 'speciali' come te..."

"Come me! Che cosa ho io di speciale?"

"Forse più avanti te lo dirò, per il momento devi sapere soltanto che hai una certa 'condizione' e non necessariamente una 'qualità'... Io dovrò andarmene presto, Pierre. Ti piacerebbe rivedermi?"

"Certamente, sono arrivato a stimarti molto, in questo breve tempo."

"Anch'io, ma se vuoi che ritorni, devi scrivere un libro riferendo quello che hai vissuto insieme a me: per questo sono giunto, e ciò fa parte del «piano di aiuto»..."

"Io scrivere un libro! Ma se non so scrivere libri!"

"Fallo come se fosse un racconto, una fantasia... altrimenti ti crederanno bugiardo  o  pazzo.  Inoltre,  devi  indirizzarlo  ai  'bambini'."

Fu allora che mi spiegò quello che ho scritto all'inizio del libro, sui 'vecchi' di quindici anni e i 'bambini' di cento. Scrivere da solo un'opera letteraria mi sembrò un compito enorme, ma lui fu pronto:

"Chiedi aiuto a quel tuo cugino che ama scrivere, quello che lavora in banca: tu riferisci e lui prende nota."





Apparentemente, Ami sapeva di me più di quanto ne sapessi io...

"Anche questo libro sarà un'informazione. Non ci è concesso di agire oltre a quanto stiamo già facendo. E adesso ti darò un motivo in più. Sei contento che non ci sia la minima possibilità che una civiltà avanzata di malvagi venga ad invadere la Terra?" (Cfr. QUI; ndr).

"Sì, certo."

"Vedi? Questo è dovuto al fatto che non abbiamo mai soccorso nessun malvagio... E se sulla Terra non superate la violenza e il vostro egoismo e noi vi aiutassimo a sopravvivere, presto utilizzereste le vostre nuove conoscenze scientifiche per cercare di dominare, bombardare e conquistare altre civiltà dello spazio... e l'Universo evoluto è un luogo di Pace e di Amore, di fratellanza, di cooperazione.

Inoltre, esiste un altro tipo di energia molto potente: l'energia atomica al confronto è come un fiammifero vicino al sole... Non possiamo correre il rischio che un mondo aggressivo arrivi a possedere tale energia e a mettere in pericolo la pace dei mondi evoluti e tanto meno, che arrivi a provocare un disastro cosmico..."

"Sono tanto in ansia, Ami."
"Per il pericolo di un disastro cosmico, Pierre?"
"No, perché credo sia già troppo tardi..."

"Tardi per salvare l'umanità?"
"No, per andare a letto."

Ami si sbellicava dalle risa.

"Tranquillo, Pierre, andiamo a vedere la tua nonnina."

Prese il piccolo televisore dalla fibbia del suo cinturone ed apparve la mia nonnina che dormiva con la bocca socchiusa.

"Dorme proprio di gusto" scherzò.
"Sono stanco, vorrei dormire anch'io."
"Bene, andiamo."

Stavamo andando verso casa mia, quando incrociammo un'auto della polizia. Gli agenti videro due bambini soli a quell'ora di notte, fermarono l'auto, scesero e si diressero verso di noi. Mi spaventai molto.

"Che cosa fate da queste parti, a quest'ora?"

"Camminiamo... ci godiamo la vita" ‒ rispose molto tranquillo Ami ‒ "E voi? State lavorando? State dando la caccia ai manigoldi?" ‒ E rise come al solito.

Io mi spaventai ancora di più, vedendo la confidenza che Ami si prendeva con i poliziotti; tuttavia, l'atteggiamento del mio amico li fece ridere, risero con lui. Cercai di ridere anch'io, ma ero troppo nervoso per farlo.

"Dove hai preso questo vestito?"
"Nel mio pianeta" rispose con grande sfacciataggine.
"Ah, sei un marziano."
"Marziano proprio no, ma sono extraterrestre."

Ami rispondeva allegramente e senza preoccupazione, invece la mia inquietudine aumentava.

"E dov'è il tuo 'UFO'?" ‒ chiese uno di loro, guardando Ami con aria paterna. Pensava si trattasse di un gioco infantile, ma lui diceva la pura verità.

"L'ho parcheggiato alla spiaggia, sotto il mare, vero Pierre?"




Ora tirava in ballo anche me!... Non sapevo che cosa fare. Cercai di sorridere, ma mi uscì solo una smorfia piuttosto idiota; non mi azzardai a dire la verità.

"E non hai la pistola a raggi?"

I poliziotti si divertivano e anche Ami, ma io ero sempre più confuso e preoccupato.

"Non ne ho bisogno: noi non attacchiamo nessuno, siamo buoni."

"E se salta fuori un cattivo con una pistola come questa?" Gli mostrò l'arma fingendo un atteggiamento minaccioso.

"Se mi attacca, lo paralizzo con la mia forza mentale."
"Davvero? Paralizza noi!"
"Con piacere, lo avete chiesto voi... l'effetto durerà dieci minuti."

I tre ridevano molto divertiti. Improvvisamente, Ami si calmò, si fece serio e li guardò fissamente. Con voce molto strana, sonora e autoritaria, ordinò loro:

"Restate immobili per dieci minuti. Non potete, non potete muovervi... Ora!"
Rimasero paralizzati con un sorriso, nella posizione in cui si trovavano.

"Vedi, Pierre? Nei mondi poco evoluti si deve dire la verità così, come se fosse un gioco o una fantasia" ‒ mi spiegò mentre toccava il naso e tirava dolcemente i baffi ai poliziotti, pietrificati in un sorriso che cominciava a sembrarmi tragico.

Tutto quello che Ami faceva, aumentava la mia paura.

"Fuggiamo, allontaniamoci da qui, possono svegliarsi!" ‒ dissi, cercando di non parlare a voce alta.

"Non preoccuparti, manca ancora molto allo scadere dei dieci minuti" ‒ replicò, mentre scambiava i loro berretti per giocare un poco, mettendoglieli con la visiera all'indietro...

Io volevo soltanto essere molto lontano da lì.

"Andiamo, andiamo, Ami!"

"Sei di nuovo pre-occupato, invece di approfittare del momento... va bene, andiamo" ‒ disse rassegnato. Si avvicinò ai poliziotti sorridenti e con la stessa voce di prima ordinò loro:

"Quando vi sveglierete, avrete dimenticato per sempre questi due bambini."

Arrivati alla prima svolta, ci dirigemmo verso la spiaggia e ci allontanammo da quel luogo: mi sentii più tranquillo.




"Come hai fatto?"
"Ipnosi, chiunque può farlo."
"Ho sentito dire che non tutte le persone si possono ipnotizzare, poteva capitarti una di quelle."

"Tutte le persone sono ipnotizzabili" ‒ asserì Ami ‒ "E non solo: quasi tutte sono ipnotizzate..."

"Che cosa vuoi dire?... Io non sono ipnotizzato... sono sveglio."

Ami rise divertito della mia affermazione.

"Ricordi quando percorrevamo il sentiero?"
"Sì, lo ricordo."
"Lì, tutto ti è sembrato diverso, tutto ti è apparso bello, vero?"
"Ah, sì... lì sì che mi sembrava d'essere ipnotizzato... Forse mi hai ipnotizzato tu!"

"Eri sveglio! Adesso sei addormentato, credi che tutto sia pericoloso, brutto. Sei ipnotizzato, non senti il mare, non percepisci i profumi della notte, non prendi coscienza del tuo incedere e del tuo vedere, non godi della tua respirazione. Sei ipnotizzato, e quel che è peggio, negativamente."

"Negativamente?"

"Ci sono brutte idee che non hanno una base reale, sono sogni, fantasie, paure ingiustificate: sono deliri, pazzia e siccome per di più non sono belle idee, non sono nemmeno una piacevole pazzia, ma un incubo."

"Di quali idee stai parlando, Ami?"

"Delle tue pre-occupazioni" si mise a ridere e mi contagiò. Poi si fermò, guardo verso il mare aggiungendo: "Ed anche idee della gente, convinta che la guerra, come uccidere altri esseri umani,  abbia  un  senso  'glorioso':  questa  è  ipnosi,  e  del  tipo  incubo..."

"Ora che ci penso... credo che tu abbia ragione, Ami."

"Gli individui ritengono che quelli non partecipi alla loro 'ipnosi' siano avversari, altri sono convinti che tutto quanto rientri nell'esteriorità conferisca loro più valore ed alcuni sono terrorizzati di fronte alla vita: temono di perdere la salute, il lavoro; reputano che il mondo e lo spazio siano popolati di nemici e vivono armati, pieni di catene, catenacci, cani da guardia e polizze assicurative.

Questa è 'ipnosi da incubo'! Tutti costoro sono ipnotizzati, addormentati."

"E non possono mai svegliarsi?"

"Ogni volta che qualcuno esce dai suoi assilli mentali ed inizia a sentire che la vita è bella, o che un momento qualsiasi può essere meraviglioso, allora sì, sta cominciando a destarsi. Una persona sveglia sa che l'esistenza è un paradiso, un'opportunità straordinaria di cui approfittare, benché ci siano i momenti duri."

Ricordai una cosa molto triste: quando rimasi solo al mondo... Per fortuna la mia nonnina si prese cura di me e mi diede tutto il suo affetto, anche se avrei preferito essere un bambino con una famiglia normale.

Ami continuo la sua spiegazione:

"Una persona sveglia dà valore anche ai problemi e alle avversità della sua vita, perché sa che le difficoltà sono solo prove che fanno crescere interiormente e non dimentica che i momenti amari sono assai pochi, paragonati a quelli belli: per questo si gode la vita ad ogni istante."




"Io non ho visto molta gente così, Ami..."

"È che in un mondo poco evoluto non sono in tanti ad essere così svegli: la maggior parte della gente dorme, russa, sogna, ma sogni più vicini all'incubo che alla felicità... E pensare che alcuni si suicidano... ti rendi conto dell'atrocità? Si suicidano, Pierre!"

"Visto così, come lo dici tu, hai ragione..."

Ancora mi spaventava l'incontro che avevamo avuto poco prima.

"Com'è che quei poliziotti non si sono irritati per i tuoi scherzi?"
"Li ho presi per il lato buono, quello infantile."
"Ma quelli sono poliziotti!"

Mi guardò come se avessi appena finito di dire una stupidaggine.

"Tutta la gente ha un lato infantile, sotto i suoi incubi, Pierre: quasi nessuno è così sciocco da non poter uscire neanche un secondo da essi" ‒ disse ridendo ‒ "se vuoi, andiamo in una prigione e cerchiamo il peggior criminale..."

"No, tante grazie..."

"La maggior parte delle persone di questo pianeta è addormentata, è vero, tuttavia malgrado ciò, prevalgono più gli individui buoni che cattivi."

"Davvero?..."
"Sicuro, c'è più amore che odio nei loro cuori."
"Non si nota molto..."

"È che loro credono di essere nel giusto, quando pensano ciò che pensano, o fanno quel che fanno. Alcuni sbagliano, ma non è malvagità, è errore, sogno, ipnosi. È vero che quando sono addormentati diventano seri e a volte persino pericolosi, ma se li prendi dal lato buono, in genere ti offrono il bene che c'è in loro; se li prendi dal lato cattivo, ti offrono il male."

"Allora, se le persone non sono tanto cattive, perché in questo mondo c'è più infelicità che felicità?"

"Perché le strutture organizzative che voi utilizzate corrispondono a modi di vedere la vita molto antiquati, maturati quando c'erano divisione e sfiducia fra voi, che vivevate atterriti gli uni dagli altri.

Ma tutto è cambiato, la gente si è evoluta nel tempo, i popoli si conoscono meglio, gli Esseri hanno inquietudini più elevate. Tuttavia, i sistemi permangono uguali.

Per questo sono rimasti arretrati, non funzionano più bene, si sono trasformati in metodi cattivi e questi fanno soffrire le persone, le rendono infelici, le obbligano a vivere secondo quelle concezioni che non hanno più una base reale, e le portano a commettere errori.

Ciò nonostante, una buona compagine ben impostata, adatta ai nuovi tempi e alla ricerca del bene collettivo, è in grado di trasformare e risvegliare i popoli molto rapidamente."

Io non compresi bene le sue spiegazioni se non molto più tardi. 

Capitoli 3° e 4° estratti dal libro di Enrique Barrios, scaricabile QUI.

Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it